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Al silicone, rifatto o nature?

Letto: 142 volte | Commenti: 0 | Postato il: 16-10-2005

Il seno torna in primo piano sui tabloid e sui media, nel marketing e nella moda.
La modella di colore Tyra Banks si spoglia in diretta, durante una trasmissione televisiva, per mostrare il proprio seno, farlo esaminare da un chirurgo estetico presente in sala davanti al pubblico e smentire una volta per tutte le voci su un "rifacimento" strategico.

A Parigi Gaultier fa sfilare una 19enne dalle taglie decisamente forti: 75 chili su un metro e ottanta di burro e curve, taglia di reggiseno: quarta abbondante. Gli fa eco Galliano che sceglie modelle dalle forme "stravaganti" e rotondeggianti.
L'era delle maggiorate è tornata? Forse non è mai tramontata. Sono i corsi e ricorsi dei canoni di bellezza, che capricciosamente cambiano e si modificano, contaminati da modelli mediatici a cui è difficile sfuggire.
Ma in quanto al seno non ci sono modelli che tengano, le donne lo vorrebbero abbondante, anche se non "esagerato", gli uomini invece lo sognano il più delle volte esagerato, abbondante e prosperoso. Da sempre. Dichiaratamente almeno dai tempi delle cosiddette maggiorate fisiche del cinema realistico degli anni 50, da Gina Lollobrigida a Silvana Mangano passando per Sofia Loren, donne tutte curve e sensuali rotondità, che ancora oggi rappresentano modelli di bellezza da emulare.
Ma quando è nato il desiderio femminile di "modificare" il proprio corpo, o parti di esso, per renderlo più attraente? 
Le prostitute giapponesi sembrano essere state le prime donne a volere aumentare il volume dei seni. Sembra infatti che, negli anni '40, si facessero iniettare sotto la pelle sostanze come la paraffina ed un tipo di silicone non medico e di scarsa qualità. Tutto per piacere di più ai soldati americani, abituati a ben altre taglie femminili che alle fattezze minute delle donne orientali.
Ma il primo vero e proprio impianto chirurgico con le protesi di silicone risale al 1962, per aumentare la taglia del reggiseno di Timmie Jean Lindsey, una donna texana.
Parliamo dei giorni nostri: nel 1999, secondo i dati raccolti dalla Società americana di chirurgia plastica e ricostruttiva, negli Stati Uniti sono state effettuate 167.320 operazioni di mastoplastica additiva. Dal '92 al '99 le operazioni hanno subito un incremento del 413 per cento.

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