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Quella volta che...

Letto: 358 volte | Commenti: 0 | Postato il: 23-11-2005

È venerdì sera e come ogni venerdì il mio padrone mi ha dato le disposizione per il fine settimana, mi ha cioè chiarito cosa vuole che io faccia per soddisfarlo. Questa volta vuole che trovi un uomo e che mi faccia sodomizzare da lui per poi fargli una dettagliata relazione su come sono riuscita a far godere quello sconosciutolo. Mi ripete sempre che è il suo piacere che gli interessa non il mio ed io, quando scrivo le mie relazioni devo stare attenta a non scrivere delle mie emozioni ma, solo quelle dell’uomo di turno.Donne Vogliose Donne Porche Donne Troie Donne Sexy

Mi chiede spesso di trovare qualcuno che mi scopi o che mi inculi ed io tutte le volte eseguo i suoi ordini per poi scrivere esattamente quello che ho fatto e come l’ho fatto, aspettando la mia ricompensa, una sua parola un suo: brava cagnetta… e la mia ricompensa non sempre arriva.
Mi vengono in mente i primi giochi.. quando ancora non era il mio padrone mi ha chiesto tante cose ed io, forse con un po’ di paura e ma con tanta voglia e con il mio
sesso pulsante e bagnato ho sempre eseguito
Ricordo una sua richiesta, forse la prima importante….. Lui era a Londra e mi aveva chiesto di farmi un clistere, di tenere l’acqua dentro, di bendarmi, di mettere i tappi alle orecchie, di legarmi le mani, fatto tutto dovevo mettermi nella mia vasca da bagno, in ginocchio con una candela piantata nella figa.. Dovevo stare in quelle posizione per 20 minuti e solo dopo avrei potuto scoparmi e venire e potevo, anzi dovevo, venire 3 volte, per poi raccontargli tutto. Ricordo di aver fatto esattamente quello che lui mi aveva chiesto, ricordo la forte eccitazione ed emozione che ho provato nello spogliarmi con calma, fino a raggiungere la posizione che lui voleva che io tenessi. Ricordo di aver lottato con me stessa perché avevo paura di quei 20 minuti al buio ed in silenzio, avevo paura di scoprire i miei desideri, avevo paura di scoprire chi realmente ero e cosa realmente mi faceva desiderare la candela nel mio sesso e la costrizione della posizione. Ricordo di aver cercato di liberare la mia mente, di non pensare a nulla, ma quella candela nel mio sesso era troppo forte e presente, era il centro dei miei pensieri ed allora la mia mente ha cominciato a vagare. Ed io ero sola, ero in mezzo ad una stanza, ero nuda e bendata ed intorno a me sentivo la presenza di molti uomini, alcuni si avvicinavo, io sentivo le loro mani ed i loro uccelli toccarmi dappertutto, ero sola e loro erano tanti e potevano fare di me quello che volevano ed io, che non sapevo ancora di essere una schiava, sapevo di non potermi sottrarre perché Lui era lì a guardarmi, sentivo la sua presenza mentre gustavo nella mia bocca i cazzi di quegli sconosciuti, mentre il mio culo veniva aperto e la mia figa violata.
A quei tempi, quei pensieri mi spaventavano ma non potevo fare a meno di farli ed il mio corpo reagiva in maniera totalmente diversa dalla mia mente, sentivo il calore crescere ed anche se non potevo vederli, sentivi i capezzoli duri ed i miei umori scendere in mezzo alle cosce.
Io non sapevo ancora chi fossi ma, già allora non potevo fare a meno di giocare e trascorsi i 20 minuti di silenzio e di buio, finalmente potevo scoparmi con la candela (il mio padrone non mi aveva ancora fatto acquistare un dildo… oggi mio inseparabile giocattolo) e ricordo di averlo fatto con forza, fino ad arrivare in fondo, fino a venire tre volte come Lui desiderava.
Ricordo l’odore di sesso salire dalle mie gambe mentre, seduta sul divano, gli scrivevo la mia e-mail, mentre gli raccontavo in maniera confusa e sconvolta di quelle mani, di quegli uccelli e di lui seduto in fondo alla stanza a guardami ed a godere di quella visione…… e ricordo di essermi eccitata e di essere venuta ancora una volta mentre raccontavo quello che avevo vissuto nei miei sogni e ricordo di essermi addormentata nuda senza lavarmi...
Ed oggi sono la sua schiava ed ho avuto il privilegio di essere scopata da lui, di aver succhiato il suo sesso e di aver bevuto il suo seme e mi sembra di sentirne ancora il sapore in bocca
Il mio padrone controlla la mia vita e riesce a farmi provare piacere sempre, a volte usa la frusta sul mio sesso, sul mio culo o sui miei capezzoli, altre volte sono io a farlo da sola perché lui me lo ordina o perché lui mi punisce e tutte le volte sentire quel sottile e pungente dolore, accompagnato al piacere di sentire la figa che pulsa e dal pensiero di essere scopata ancora da lui a volte mi fa perdere il sonno...

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