Niente faceva pensare a qualcosa di diverso dal solito. Avevamo un pò chiacchierato mentre bevevamo qualcosa in un Pub. Usciti dal locale mi ritrovai avvolto da un soffio di aria tiepida, il primo dopo un lungo periodo di freddo. Proposi a Francesca di fare una passeggiata in riva al mare, e lei accettò. Giunti sul luogo, parcheggiai e ci avviammo sulla strada che sovrastava una ripida scogliera, dove eravamo già stati più volte. La notte era buia, e, a quanto pareva, il luogo era del tutto deserto. Prendemmo a sinistra, avviandoci verso un breve tratto di strada che, in virtù dei lampioni che illuminavano un vialetto che, dominandolo dall' alto, correva per un tratto parallelo a dove eravamo noi, era come un' oasi di luce che fluttuava nel buio circostante.
Percorsa una cinquantina di metri, mi girai di scatto e vidi due sagome che, tenendosi a distanza, ci seguivano. Ci fermammo nel posto illuminato, e qui, senza averla, fino ad allora, mai neppure immaginata, mi prese la voglia di vivere una nuova situazione.
Guardai verso le due sagome, che si erano fermate ad una trentina di metri.
Sorrisi, mentre il cuore mi batteva all' impazzata, a Francesca e le dissi: "Senti...ho pensato che, se vuoi, potresti appoggiarti al parapetto, aspettare che io mi sia allontanato, e poi aprire il giaccone e.....masturbarti fino a godere."
Francesca mi chiese di spiegarmi meglio ed io lo feci: "Bhe...io ti lascio qui, da sola, e vado a farmi un giro. Torno fra una mezzoretta e tu mi aspetti qui e ti masturbi. Non lo trovi eccitante?"
Anche lei aveva visto le due sagome. "E se quelli si avvicinano?". Chiese.
"Ecco - improvvisai - tu non prendere nessuna iniziativa. Se ti vogliono toccare, fatti toccare ma....non fare niente finchè non hai goduto. Poi...fai quello che vuoi e (e qui pronunciai, per la prima volta, la frase)...e quello che vogliono."
"Quello che vogliono loro?" Era un pò perplessa e, forse, anche un pò spaventata.
"Ma sì... -dissi con tono leggero- chissamai cosa potranno volere se non il solito...e cioè...un pò di sesso."
Era titubante. La baciai, le carezzai il culo e le dissi: "Dai...proviamo, vedrai che non ti succede niente. Poi, quando torno, ce ne stiamo da soli e, mentre mi racconti tutto, te la lecco fino a farti godere come una pazza, poi ti scopo e, se mi ecciterai al punto giusto, potrei anche farti godere scopandoti nel culo."
"Sì ma...stare qui, da sola." Poi...con un sospiro. "Va bene, vai."
"Ok, ricordati di non fare niente finchè non mi vedi sparire nella curva e poi....datti da fare."
Senza voltarmi, mi avviai per quella che avrebbe dovuto essere una lunga passeggiata.
"Avrebbe dovuto" perchè, in realtà, non avevo mai avuto l' intenzione di lasciarla da sola nelle mani di due sconosciuti. Percorsi una dozzina di metri, in piena oscurità e assolutamente invisibile per chi si trovava nel tratto illuminato, mi fermai a ridosso del muraglione. Francesca non si era spostata da dove l' avevo lasciata. Si era appoggiata con la schiena al parapetto in legno e con tutta calma (o almeno così sembrava) stava facendo scorrere la lampo del giaccone. La vidi sollevare la minigonna e, scostate le mutandine, iniziò a masturbarsi. Dei due, nessuna traccia. Da dove ero, vedevo benissimo Francesca, ma non più di due o tre metri alla sua sinistra. Il tempo passava (probabilmente, tanta era la mia voglia, era solo un' impressione soggettiva) e non succedeva niente. Francesca continuava a masturbarsi e, da come si muoveva, capii che si era veramente eccitata. Finalmente uno dei due entrò nel mio campo visivo. Era un uomo, sulla cinquantina, barba e baffetti ben curati, vestito casual ma curato. Cominciò ad accarezzarla sul seno, che poi estrasse dal vestito, leccandolo. A quel punto, si fece avanti anche il secondo, un tipo grezzo che la palpava dappertutto.
Erano i classici "tipi" che, fino al giorno prima, avremmo rifiutato decisamente. Provai il forte impulso di uscire allo scoperto e di sottrarre Francesca a quei due. C' era qualcosa, però, in quel che vedevo, nell' atmosfera quasi surreale in cui si svolgeva l' azione che mi intrigava e...mi eccitava. Sentivo la gola chiusa e fitte di piacere al basso ventre come da tempo non mi succedeva di provare. Francesca continuava a masturbarsi mentre quelle quattro mani la frugavano dappertutto.
Francesca godette con quel suo così caratteristico rovesciare la testa all' indietro e, appena ripresasi dall' orgasmo, la vidi afferrare i cazzi che i due le stavano strofinando addosso.
Pensavo di aspettare ancora un poco, ma in quel mentre vidi arrivare un terzo, che, senza esitare, si...buttò nella mischia. A quel punto, sia per farle sapere che poteva stare tranquilla, perchè non era sola, sia perchè volevo...godermi la scena da vicino e...fotografarla, uscii allo scoperto.
Le fotografie valgono più di mille parole. Posso aggiungere che il vederla alle prese con quei tre, vederla nelle loro mani, vederla usata come "loro" volevano senza che, da parte mia ci fosse nessun intervento, scatenò una carica di eccitazione che raramente avevo provato, che è proseguita nelle successive "avventure" e che perdura tuttora.
Da parte di Francesca ci fu solo una piccola esitazione, un "interrogarmi" con lo sguardo quando uno, dopo averle sputato nel culo, vi appoggiò il cazzo cominciando ad incularla.
Io continuai, distaccato come se la cosa non mi riguardasse, a fotografare e...Francesca capì....Capì e, docilmente, prese, dopo una violenta inculata di una decina di minuti, in bocca il cazzo che il tipo le aveva estratto dal culo perchè voleva finire di scoparla in bocca, infilandoglielo fino in gola, schizzando e "obbligandola" a ingoiare quasi tutto lo sperma, per non rischiare di soffocare...
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