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| La collezione proibita
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Postato il: 15-01-2006
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E' stata nascosta per decenni nei magazzini della Biblioteca di Stato Russa. Adesso è stata riportata alla luce e contiene perle dell'erotismo.
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Nel mondo sovietico, tutte le famiglie erano ufficialmente felici e non c'era alcun interesse nei confronti del sesso extraconiugale. Né tantomeno luoghi dove poterlo praticare. "Il sesso non esisteva in Unione Sovietica" afferma Marina Chestnykh che lavora alla Biblioteca Statale Russa. La Chestnykh è anche responsabile di una collezione erotica raccolta dal governo cominista che per decenni l'ha mantenuta assolutamente segreta. Nessuno sa esattamente cosa ci sia tra gli 11.000 libri, cartoline, disegni, brochure, stampe e altri oggetti provenienti da tutto il mondo. La collezione è tutt'ora ammassata in pile disordinate nei magazzini della biblioteca. Non esiste ancora una catalogazione soddisfacente di tutto il materiale, né ci sono notizie certe sulla sua provenienza. La collezione è stata accumulata attraverso i decenni dai funzionari della dogana, la polizia segreta, la censura del Governo Sovietico. Costoro facevano scomparire tutto il materiale che facesse anche il benché minimo accenno al sesso, all'erotisno, alla pornografia, senza alcuna discriminazione scientifica. Finora la collezione ha fornito disegni di artisti russi dell'avant-gard, del tutto sconosciuti, racconti erotici pubblicati illegalmente nel 1920, rarissime edizioni di poemi proibiti di Puskin e Lermontov. E tantissimo altro materiale proveniente dall'Europa, dall'Asia, dagli Stati Uniti, parte del quale risale al 1700 e che la Chestnykh ha definito "assolutamente unico". Il suo pezzo preferito è un rotolo di carta cinese che, una volta aperto, mostra le acrobazie erotiche di figure sinuose che sembrano divertirsi moltissimo. Martina Chestnykh ha dichiarato che i funzionari governativi amano visitare la collezione. Esaminando i pezzi, uno dopo l'altro, pronunciano sempre le seguenti parole: "Un incubo... un incubo assuluto". E ogni tanto uno di loro va via con un paio di cartoline erotiche in tasca. La collezione non è più off limits, ma non è mai stata pubblicizzata. La Chestnykh ha dichiarato che se la biblioteca riuscisse a trovare i soldi per il recupero e il restauro dei pezzi, le piacerebbe metterla on-line, per mostrarla al mondo. |
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