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Mi è sempre piaciuto guadagnarmi il pane mentre gli altri se lo stavano a mangiare. Ridere di gusto al cattivo gusto degli invitati-che-fanno-gli-industriali- al pranzo nuziale coi bottoni già saltati alla terza portata, godere nel vederli addentare la carne senza forchetta, arrancare con le mani in tutta fretta per ingoiare senza farsi notare il pesce con tutta la lisca. Mi è sempre piaciuto attraversare (col braccio destro, ahime!, alzato) i loro tavoli come coltello nel burro e godermi le loro piccole grandi storie; e godermi le loro facce, che piano piano,col tempo, si trasformano in maschere; e vengono fuori, lentamente, in proscenio,come il cibo sui carrelli, che più lo attendi e più hai l'acquolina in bocca, solo per sapere almeno come andrà finire, senza sapere che tanto esiste sempre un dulcis in fundo (ablativo, ho studiato il latino). L'arte dell'aiuto fotografo è cosa ben seria: tenere per dodici ore in una mano (destra) un flash non è roba da poco, che un tennista ci mette un anno per avere il tuo braccio. Conti, nel pomeriggio del dì di festa, come un asso di bastoni, ma cerchi di non darlo a vedere che hai una faccia di culo più tu che lo sposo. Il fotografo (di solito il padre della tua ragazza) ti incensa, loda le tue doti (per lo più di resistenza sulle ventiquattrore), critica velatamente le tue posizioni politiche (il braccio destro, cazzo!!), ma tutto sommato ti tiene a stecchetto: corri qua, corri là, salti da un tavolo all'altro come un grillo, ma mai che si passi, porcaccia la miseria!, dal tuo. Anche perché il tuo è nel sottoscala, se il ristorante è a cinque stelle, e nel sottoponte con vista sul tubo di scarico, se il ristorante è un po’ meno rinomato. Torni sempre, dal tuo tuor in giro per i tavoli, affamato, ma qualcuno ha gia mangiato. Anche il tuo. Infatti non lo trovi. Cerchi e ricerchi, e in breve sei alla frutta, ma non sempre conviene: una volta ho visto dei camerieri ultraottantenni in cucina (tanto era vicina al mio tavolo che ora che ci penso il mio tavolo ci era dentro!) a preparare una splendida composizione a base di angurie e banane:le angurie (già sbucciate, però) erano per terra (ma a terra non c’era la terra!) e le banane (idem) cadevano dall'albero (o dal piatto?) per via della ormai nota legge fisica sulla forza di gravità. Ho rifiutato l'unico pasto della giornata capitato ad hoc ( o ad occhio): Lo so, direte (come dice l’attore affettato, ed io ho fatto l’attore), il fatto è che sono un solista, un naif, un solitario, e pure un po’ schifiltoso; amo fare le cose che mi tengono lontano; e magari in un angolo ( possibilmente simmetricamente opposto a quello del fotografo) osservare la gente che un po’ goffamente si alza dal posto e si stringe agli sposi :è la foto-ricordo:ed è bello, ma tanto bello, vedere che lei, sì, anche lei, sì, lei, lei, proprio lei, anche(e gambe, glutei e altro) lei, finalmente lei, per la prima volta, ti fissa negli occhi. Ed aspetta un tuo cenno.
A.K.
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