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| L' A.b.u.s.o.
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Postato il: 18-09-2006
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L'A.b.u.s.o.
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| 13/09/2006 20:25 |
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Sep si era fatto una discreta fama in giro creandosi anche un certo numero di nemici nel piano grazie a quella trovata. Il lavoro non gli mancava certo in quei giorni e a giudicare dalle richieste che gli provenivano addirittura dalle ali più lontane dell’edificio si prospettava un futuro a gonfie vele.La storia di Sep veniva da lontano: aveva provato spesso a sfondare nel mercato nero dell’ A.b.u.s.o. (Associazione di Bastardi che Usufruiscono di un Servizio oltremisura), un sotterraneo proliferare di traffichini che vendevano il vero e il falso e a volte il fumo. Un paio di volte s’era trovato addirittura immischiato in storie più grandi di lui che avevano messo a rischio la sua stessa vita per una manciata di soldi. Allora aveva imparato a capire chi fossero gli amici, gente di cui potesse ad occhi chiusi fidarsi, e chi invece gli mostrasse sempre la solita faccia di culo imbalsamato, ma il coltello ce lo aveva dietro la schiena pronto a piantarlo alla prima agognata occasione. Giunto ormai all’undicesimo anno di permanenza all’ A.b.u.s.o. aveva deciso di fare il grande salto: la struttura sarebbe stata sua in quell’ora o mai più. Era maturo il tempo che la leadership passasse nelle mani di un nuovo (ma al tempo stesso vecchio) capo capace di recepirne le sue istanze più profonde, il suo bisogno nuovo di emergere in un mercato che ormai si faceva globale. Allora aveva deciso di agire e nell’arco di poche meditate ore era passato all’attacco: aveva innanzitutto convocato tutti gli inquilini del primo piano dell’A.b.u.s.o. nella grande sala del piano terreno con alcune giustificazioni abbastanza discutibili, alle quali però avevano abboccato tutti i pesci; convenuti i duecentoquattro pesci, ventitrè di una certa caratura e di un peso superiore alla media, i cosiddetti senatori (con una militanza che superava gli otto anni) e i restanti centottantuno gobbioncini matricolati e piccoli oltre misura (con una militanza di almeno tre anni), ci aveva messo poco a conquistare la platea. Con alcune a lungo studiate mosse s’era conquistato il silenzio degli astanti: tutti pendenti dalle sue labbra, attesaallospasimo l’aria s’era fatta pesante di cambiamento, di novità. Ma lui ci giocava sopra. ------------continua
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