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| Ania 2
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Postato il: 13-10-2006
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La cena ando' benissimo, la pizza era molto buona e la birra anche...
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| (sapevo che avevano una birra Slovacca alla spina...). L'alcool mi aiuto' a vincere l'imbarazzo e cosi le dissi quello che avevo pensato sin dal nostro primo incontro, che i suoi occhi mi avevano stragato e che mi sarebbe piacuto far loro delle foto. Lei mi rispose ridendo che non c'era nessun problema... finche' si trattava di fotografare solo gli occhi.
Cosi' finita la cena, e pagato il suo debito, ci avviammo verso il mio laboratorio. Appena entrata lei comincio' ad interessarsi alle tutto, chiese delle foto appese alle pareti, dei matrimoni, delle macchine fotografiche, delle luci, insomma mi sommerse con una quantita' tale di domande che impiegai piu' del doppio del tempo che normalmente avrei impiegato a preparare "il set". Che poi consisteva sostanzialmente in un telo, uno sgabello e un paio di riflettori. Le chiesi di sedersi e andai di sopra a prendere i rullini che tenevo in frigo.
Quando tornai di sotto per poco non mi prese un coccolone... lei si era tolta il vestito ed i collants e sedeva con indosso solo la biancheria intima. Credo che passarono diversi secondi prima che mi potessi riprendere dallo shock e mi scossi solo quando lei con un meraviglioso sorriso mi disse che magari potevo allargare l'inquatradura e fotografare anche altro di lei.
Per un attimo pensai che veramente lei era solo interessata alle foto e che mi sarei dovuto comportare in maniera "proffesionale", ma se invece mi stavo sbagliando, che figura ci avrei fatto, e che figura avrei fatto fare alla categoria (maschio italiano)... per prendere tempo feci finta di misurare la quantita' di luce che la colpiva e nel far cio' mi avvicinai a lei. I nostri occhi si incontrarono, ora lei aveva smesso di ridere ed aveva un'espressione che valeva piu' di mille parole. Lasciai l'esposimetro, la macchina fotografica e tutta l'attrezzatura, la presi per mano e senza proferire parola, la portai dietro al telo dove conservavo dei grossi cuscini.
Le nostre labbra si incollarono, le nostre lingue cominciarono una battaglia per entrare nella bocca dell'altro e le sue mani cominciarono a spogliarmi. Impiego' parecchia fatica per togliermi di dosso maglietta, scarpe e pantaloni, anche perche' io non ne volevo sapere di staccarmi dalla sua bocca. Il sentire il contatto della sua pelle sulla mia mi fece impazzire e cominciai a percorrere tutto il suo corpo ricoprendola di baci e di affettuosi morsi. Lei emanava un profumo meraviglioso, un misto tra il suo profumo e il suo odore naturale che mi eccitava da matti. I miei baci percorsero il busto, l'addome, le coscie e proseguirono sulle gambe verso i piedi...
(continua) |
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