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| Il fumo fa male davvero
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Postato il: 10-12-2006
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Una sigaretta. Una semplice sigaretta negata e il viaggio verso casa diventa la più dolce avventura.
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| Venerdì pomeriggio.
Finalmente si stacca dopo una lunga settimana di lavoro e si torna a casa.
Dura vita quella del trasfertista.
Dal lunedì al venerdì a lavorare pesantemente e poi 4 ore di treno per meritarsi il desiderato riposo a casa, finalmente con lei che aspetta e che per tutta una settimana hai solo potuto sentire al telefono.
Treno pronto, borsone a posto e per ingannare il tempo, un buon romanzo di avventure.
Il treno è come sempre vuoto, una litorina di quelle ancora con la motrice a gasolio e due soli vagoni.
Solo 3 passeggeri che in tanti anni ho imparato a conoscere e che so che scenderanno alla prima fermata.
Il treno parte e comincia il noioso viaggio verso casa.
Prima fermata.
Come previsto, i tre passeggeri scendono in tutta fretta salutando con il solito sorriso stentato.
Sale qualcuno nel vagone davanti ma non faccio caso e riprendo la lettura.
La stanchezza, il sonno, la monotonia del viaggio mi fanno assopire.
Ad un tratto mi sento chiamato.
Nel dormiveglia penso sia il controllore e senza aprire gli occhi mostro l'abbonamento che tengo nel taschino del giubbotto.
Una voce un pò roca ed un colpetto al braccio, mi fanno svegliare immediatamente.
Davanti a me una ragazza, avrà circa 30 anni, abiti dimessi e il solito piercing al naso che non ho mai gradito.
"Hai una sigaretta?" mi chiede spavalda.
La guardo più attentamente: sembra abbastanza carina, ben messa a curve, ma non credo proprio che abbia cura del suo aspetto.
Abiti dimessi, avevo detto?
Guardo meglio: jeans sdruciti, maglione di lana pieno di toppe, un paio di anfibi ai piedi e i capelli, neri e lunghi, abbastanza scomposti.
"Mi spiace" le rispondo. "ne ho solo due e devo arrivare al capolinea".
"E poi in treno non si può fumare, infatti aspetto di arrivare alla stazione di cambio per fumare la prima. Là il treno si ferma per una decina di minuti che deve aspettare la coincidenza".
"Senti, non fumo da stamattina e ho acchiappato il treno al volo. Non ho niente da leggere e mi sto innervosendo. Puoi offrirmela? Te la pago" afferma lei con fare scontroso e imbronciato.
La prendo un pò in giro, non voglio cedere alla prima richiesta, tanto so già che visto che ne ho due, una sigaretta la posso anche offrire.
"Ma non sei troppo piccola per fumare?"
E lei: "Troppo piccola io? Ma guarda che ho 26 anni !!!"
"come ti chiami?" le chiedo per avanzare tempo.
"Ornella. Ma me la dai o no sta sigaretta?"
"Io mi chiamo Andrea e ti ho già detto che ho solo due sigarette, per cui non posso proprio offrirtela".
e proseguo divertito: "E poi dove diavolo la fumi sta sigaretta? Il gabinetto è chiuso e se passa il controllore e ti becca, ti fa pure la multa".
Vedo che comincia a spazientirsi, le vengono certi piccoli tic alle labbra e con le mani in tasca, comincia a dondolarsi.
Francamente sono un pò preoccupato.
Ma appena decido di darle la sigaretta richiesta, ecco che lei mi fulmina con un gesto che non avevo assolutamente messo in conto:
si inginocchia davanti a me in mezzo ai sedili e comincia a slacciarmi la fibbia della cintura e sbottonare i pantaloni.
Non ho nemmeno le parole o la forza per fermarla perchè un improvviso tremore mi assale e la paura che da un momento all'altro possa arrivare il controllore, mi fa formicolare la nuca.
Lei mi tira fuori il membro che si era fatto immediatamente duro e se lo infila tutto, dico tutto, in bocca.
Comincia a succhiare come una forsennata e nel frattempo lo bagna abbondantemente con la saliva.
Mi apre ancora di più i pantaloni e mi fa sistemare meglio sul sedile.
vedo la sua lingua che raspa dal glande allo scroto e immediatamente dopo tutto il membro viene risucchiato dentro quella bocca che sento caldissima e umida.
Con le mani mi preme sul pube e, sempre succhiando, mi accarezza i testicoli ormai fuori dagli slips.
Oddio non so resistere e dopo pochissimo, le sborro in bocca tutto l'arretrato di una intera settimana di astinenza.
Lei ingoia e continua a succhiare voracemente, approfittando del fatto che il mio cazzo è ancora più duro di prima e che non accenna assolutamente ad ammosciarsi.
A questo punto le alzo la faccia e le chiedo: "Calati i jeans e appoggiati allo schienale che mi hai fatto venire una voglia incredibile".
Non penso a nessuna protezione, non me ne frega più niente del controllore che possa scoprirci, penso solo che siamo soli nello scompartimento e che io ho una fame di sesso tanto quanto deve averne anche lei.
Lei si abbassa i pantaloni e si appoggia allo schienale, offrendomi la visione di due bellissime chiappe e di una ancora più meravigliosa figa ricoperta da una peluria abbondante.
E' tutta bagnata e l'umore già le cola attraverso i peli.
"Dai prendimi, infilalo che voglio godere anche io" mi dice ed io non me lo faccio ripetere due volte.
La prendo alla pecorina e glielo infilo tutto dentro stantuffandola cercando di seguire il ritmo del treno.
Si agita, sospira, soffia come un bue e si aggrappa stretta allo schienale allargando le gambe per favorire il movimento ed assecondando il movimento stesso dei miei colpi, facendo ballare le chiappe.
Se ne viene una prima volta all'improvviso, con un sospiro che sembra un rantolo e nel frattempo le scappa anche una scoreggia che mi eccita ancora di più.
Mi chiede di averne ancora e di non fermarmi.
Non ci penso nemmeno a fermarmi, ormai sono dentro e continuo.
Voglio venire un'altra volta e ce la metto tutta, ma per quanto mi sforzo, non riesco a sentire il mio orgasmo che sale.
Invece è lei che, anche questa volta all'improvviso, se ne viene in un lungo orgasmo che la fa tremare e fremere come fosse in preda al delirio.
A questo punto do il tutto per tutto.
Mi riempio il palmo della mano di saliva e le bagno per bene il buco invitante del sedere.
Lei capisce immediatamente e cerca di favorire la cosa.
La infilo in tre colpi perchè ho sempre paura di fare male.
Ma appena dentro ecco che ricomincio a stantuffarla a forza.
Lei si accarezza il clitoride e si spalma il suo umore nella figa.
Mi stringe le chiappe per saldarmi a se stessa e mi viene incontro facendo tremare quelle chiappe che io stesso tengo spalancate.
E finalmente, me ne vengo con potenti colpi che lei dimostra di gradire.
Mi svuoto completamente dentro di lei e mentre lo faccio, già comincio a pensare come cavolo potremmo asciugarci.
La sciarpa!
Si. Prendo la sciarpa che avevo posato a fianco a me sul sedile e gliela offro, mentre piano piano estraggo il mio cazzo, ancora duro e gocciolante.
Lei si gira, guarda il membro e decide di pulire direttamente me.
Lo prende in bocca e lo succhia ma questa volta dolcemente, e mentre è presa da questa forma di pulizia, usa la sciarpa per asciugarsi.
Nonostante questo ennesimo pompino, il membro dimostra di essere abbastanza affaticato e lentamente, ma inesorabilmente, si affloscia.
Ornella ci gioca un pò con la punta della lingua e, nel frattempo si riveste.
"Ora me la offri questa cazzo di sigaretta?" Mi chiede sorridendo ... |
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