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Mia Cognata Daniela

Letto: 3378 volte | Commenti: 0 | Postato il: 29-01-2007

Capitolo 1

 

Me se stavo rilassato bevendo una limonata fresca e guardando Daniela ,era uno sballo averla a vivere con noi be non proprio con noi ,lei e mio fratello vivevano nell’appartamento sotto a quello dei miei genitori pero era come averla in casa, visto che i due appartamenti erano comunicanti.

Daniela era bella un gran pezzo di figa, una di quelle ragazze che ti giri a guardare per strada domandandoti che espressione ha quando gode, occhi verdi, labbra sottili ma rosse come le ciliegie e un corpo snello e seducente carnagione olivastra.

Cosi tutte le vote che potevo andavo a farle visita e ogni volta che scendevo le scale fremevo nella speranza di trovarla,come dire?
“In intimità”

Purtroppo non sempre ero fortunato, Daniela era d’origine cubana, lei e mio fratello si erano conosciuti qualche anno prima in un viaggio di lui ad Miami,una festa in spiaggia , birra a fiumi, una scopata e tra loro era scoppiato l’amore, almeno cosi pareva, all’inizio la poverina dovette superare le diffidenze e i pregiudizi della mia famiglia ,i miei genitori la vedevano come la tipica Troia che approfittava dell’ingenuità di un ragazzo arrapato, tra lei e mio fratello c’erano 6 anni di differenza e altri 3 in piu ne aveva con me, ma col tempo era riuscita a dimostrare a tutti che i suoi sentimenti verso Dario erano sinceri e reciproci, come potesse amare quel gran coglione palestrato di mio fratello proprio non lo capivo, Daniela era innamoratissima ,senza pensarci troppo si era trasferita in Italia e neanche dopo un anno si erano sposati.

 

Faceva un caldo tremendo per essere Maggio eravamo soli in casa, i miei genitori a fare la spesa,  Dario in ufficio nonostante fosse Sabato mattina ,da quando si era sposato lavorava come un matto per non far mancare niente alla mogliettina, no che Daniela Fosse Capricciosa o esigente anzi si sarebbe accontentata anche di vivere modestamente ,ma lui sentiva il dovere coniugale di portare i soldi a casa.

Poveraccio! Lui non c’era e io ne approfittavo per godermi la compagnia di sua moglie, a dire il vero mi limitavo a guardarla ,me la scopavo con gli occhi ma niente di piu era pur sempre la moglie di mio fratello, restando comunque una bella fica e le belle fiche sono fatte almeno per essere ammirate.

Io ero sceso con indosso solo mutande e la canottiera un po’ per comodità e un po’ per esibizionismo, a lei non creava problemi si considerava una di famiglia e lo trovava naturale diceva sempre che a casa, a Cuba, i suoi fratelli e suo padre giravano continuamente in mutande.

Parlavamo del piu e del meno, io seduto in veranda con la sdraio girata verso il salone dove la mia bella Cognatina scalza come sempre, era intenta a passare il Folletto stretta in un paio di ridotti  pantaloncini di cotone rosso  che esaltavano la forma perfetta del suo magnifico culo.

Ebbi la sensazione che sotto fosse nuda il solco tra le natiche era nitido e privo del rilievo degli slip, il pantaloncino era piuttosto sgambato e tutte le volte che si chinava ,nella direzione giusta ,mi regalava un attimo di felicita intanto continuavo a massaggiarmi l’erezione sopra le mutande che mi aveva provocato,cercando di farlo sembrare un gesto naturale , smaliziato, evitando che lei si rendesse conto di quanto apprezzassi lo spettacolo del suo culo.

-Oggi e Sabato che fai non esci?- mi chiese raccogliendo i lunghi capelli biondi in una coda con un elastico, sotto al top giallo che pareva una taglia piu piccola del dovuto le tette non enormi ,ma sode si sollevarono e poi ricaddero morbide quando riabbasso le braccia che fino a poco prima impegnate dietro la testa.

-Forse vado in Discoteca con un Amico…- le risposi  immaginandomi di attaccarmi ai suoi capezzoli ,devoto come un pupo che succhia il suo latte

-In discoteca?!...e a ballare cosa Latino o Dance?- cerco di informarsi lei, pareva molto interessata

-Andiamo al Globo…li c’e un po tutto persino il Liscio- risposi io non molto convinto ,non ho mai amato ballare figurarsi la Discoteca.

-come te invidio!- esclamo mordendosi il labbro inferiore

-Non mi dire che quel Bifolco di Dario non Ti porta in discoteca?-

-Te credi se te dico che da quando sono a chi in Italia c’e saremo andati se non due volte?-

-Ma dai ma se uscite tutti i venerdì sera e tornate all’alba!- dissi io

-Si se va al Pub, a casa del amico de tuo Fratello…al cinema…al ristorante- fece quell’elenco con un estrema malinconia

-Ti ci porto io vieni con me stasera.- le dissi vedendo quella che mi sembrava un occasione da non perdere

-No…il sabato Dario non vuole uscire- disse lei dopo averci pensato un attimo

-ma io sto invitando te! Se Dario vuole starsene a casa fara’ compagnia alla mamma e al papa’!- aggiunsi chiarendo a chi era rivolto il mio invito

-NO te Rompe?- disse lei  tentata di accettare il mio invito

-Scherzi in tanti anni non siamo mai usciti insieme …forse e’ arrivato il momento di recuperare il tempo perduto-

-e al tuo amico non scoccia se vengo anche io?-

-Tu mettiti in tiro e Beppe sara contentissimo- risposi Beppe da confuso uomo Padano non sopportava gli emigranti , gli stranieri e Daniela nonostante fosse una gran fica era pur sempre una Straniera ma, sapevo che quando si sarebbe visto entrare in macchina mia cognata agghindata come di solito faceva per uscire con mio Fratello ,avrebbe tollerato la sua presenza.

-Bene allora stasera  vamos a bailar!-  disse entusiasta Daniela

-il difficile sara convincere Dario a lasciarti venire- le dissi , per un attimo mi sentii in colpa nei confronti di mio fratello, anche se non avevo bene in mente cosa avrei fatto sentivo che avrei finito per fare qualche cazzata

-No preoccuparte ci parlo io con tuo fratello so come convincerlo!- mi rispose strizzandomi l’occhio, le credevo la loro camera da letto era esattamente sotto la mia e non passava sera che non li sentivo gemere, mentre io sopra di loro nel mio letto mi masturbavo immaginandomi a posto di mio fratello mentre la faceva godere, ma tutte le volte dopo essermi sfogato provavo una grandissima invidia per quel fortunato figlio di puttana che aveva nel suo letto quella femmina bollente.

Dario non sembrava per nulla contento di lasciare andare la moglie in discoteca da sola ,si era raccomandato moltissimo con me di non perderla mai di vista e di fare attenzione a chi cercava di avvicinarla, era arrivato a farmi promettere che mi sarei preso cura di lei

-Cristo Dario, abbi un po di fiducia in tua moglie!- gli dissi

-Ma io di lei mi fido e’ degli altri che invece…-si interruppe quando vide la moglie uscire dalla camera da letto pronta per la serata, per un attimo entrambi rimanemmo senza fiato

-Allora come sto?- domando allacciandosi i sandali con 10 cm di tacco ,rimanemmo in silenzio io per paura di dire qualcosa che avrebbe fatto infuriare mio fratello che gia da solo sembrava sul punto di esplodere

-Allora?- incalzò Daniela piroettando su se stessa e mostrando l’attillato abitino nero in microfibra che aderiva come una seconda pelle, una profonda scollatura frontale mostrava il generoso decoltè impreziosito dai lustrini di una crema per il corpo con il quale sembrava si fosse spalmata per tutto il corpo, il seno era libero sollevato  e sostenuto nel  tessuto che in due drappi e si allacciava,con un semplice gancetto  dietro al collo.

-Benissimo!- risposi io deglutendo l’abito era cortissimo a meta coscia , ma ad ogni  passo il tessuto elastico risaliva pericolosamente ,dietro lasciava la schiena era completamente spogliata fino in vita.

-Mi sembra eccessivo!- attaccò Dario cominciando a sudare freddo

-Ma non esagerare!- disse Daniela sorridendo al marito

-Chi esagera! Ancora non ho capito come fa a restarti addosso!- aggiunse lui massaggiandosi le tempie

-Trucchi di noi donne!- disse lei ancheggiando

Trucco o no ,quell’abito diceva di lei solo una cosa:

-Sono una Gran TROIA!-

Tornammo dalla Discoteca che ormai albeggiava, ci eravamo divertiti persino Beppe affascinato da mia cognata si era comportato bene anzi era stato di compagnia pui del solito ,Daniela era stata la protagonista salendo sul cubo aveva messo in ombra le altre ragazze che li c'erano per lavorare.

Avevo faticato come un pazzo per cercare di tenerle alla largha i molti galli arrapati che cercavano di abbordarla, per tenerci su durante la serata avevamo fatto qualche pazzia, e mia cognata era completamente fatta,  avevamo bevuto parecchio e preso un pò di roba divertente, mi sorprese vederla china sul tavolino a inseguire una striscia dopo l'altra e mandare giu qualche caramella colorata, mi confesso che quando lei e mio fratello erano solo fidanzati si divertivano e parecchio allo stesso modo, poi dopo un matrimonio Dario era diventato di una noia mortale.

Entrammo in casa sua ,Daniela a stento si reggeva in piedi dovetti aprire la porta con le se chiavi a accompagnarla dentro, Dario dormiva come un ghiro neanche se fossero entrati i ladri se ne sarebbe accorto.

-Aspetta qui- sussurrai appogiandola contro la porta mentre io cercavo la lampada sulla credenza, quando mi voltai era sparita.

Danila barcollando era quasi arrivata fino al divano in salotto , io la rincorsi per evitare che inciampasse in uno spigolo e si facesse male

-Lasciami!- disse ad alta voce mentre tenendola per i fianchi cercavo di evitare che si piunbasse dentro la vetrinetta dei liquiri

-Shhh! vieni siediti qui sul Divano!- la condussi e lei ci si tuffo sopra,Se ne stava ranicchiata stringendosi ad un enorme cuscino ,ebbi subito l'impressione che si stava per addormentare, l'abito ritirato fino quasi in vita, rimasi un pò deluso quando scoprii che come mutandine sotto quell'abitino cosi sexy aveva messo uno short in lycra bianco ,ma in compenso una tetta era schizzata fuori dalla coppa sinistra del vestito e il capezzolo puntava eretto verso il tavolino di cristallo ,dando al quadro generale un aspetto decisamente eccitante.

Mi chiesi se era il caso di svegliare Dario, ma ero sicuro che se avesse visto la moglie cosi malconcia ,non avrebbe fatto altro che rompermi il cazzo per il resto dei miei giorni ,non mi restava che prenderla e portarla a letto vicno al marito sperando che quel rompicoglioni non si sarebbe svegliato.

Mi chiani per prenderla ma lei protesto ,provai una seconda volta ma l'unico risultato conseguito fu farla arrabbiare ancora di piu , rassegnato mi sedetti con lei sul divano.

Daniela occupava gran parte dello pazio disponibile , straiata su di un fianco poggiava la testa su un bracciolo , si allungo sul divano e mi ritrovai i suoi peidi sulle gambe ,le tolsi le scarpe i tacchi appuntiti rischiavano da un momento all'altro di cavarmi un occhio , quando anche la seconda scarpa era sul pavimento ,mi accorsi che ero in trappola , provai ad alzarmi per lasciarla da sola , ma ad ogni tentativo le mugugnava infastidita, sbuffando rimasi li in attesa che il sonno la rendesse innocua e mi permettesse di andarmene.

Il tempo passava e guardandola capii che non potevo starmene con le mani in mano.

Gli short che mia cognata aveva indossato erano comunque molto sexy ,erano a vita bassa e aderivano perfettamente mostrando molti particolari , guardai in direzione del corridoio dove c'era la camera da letto ,fuori ormai era chiaro e l'orologio appeso alla parete diceva che erano gia le sette e dieci.

Dario non si sarebbe mai svegliato cosi presto ma forse preoccupato per la compagna tutto era possibile, poi l'attenzione tornò su mia cognata che ormai russava profondamente.

Lentamente posai la mano sulla natica era calda forse per l'effetto di tutto quello che aveva mndato giu ,quel contatto mi fece battere violento il cuore nel petto

,Mi ricordai di resirare e mi feci piu audace ,millimetro dopo millimetro feci scvolare le mie dita lungo il solco tra le natiche fino a palpare la fica ,il tessuto dello slip era intriso ,non so se umido per il sudore o per altro, sotto al polpastrello dell'anulare potevo sentire lo spessore dei peli e il taglio verticale cominciai a premere il dito facendo affondare il tessuto tra le grandi labbra che sembravano cedere facilmente.

Arrapato mi annusai le mani umide, tirai fuori l'uccello dalla patta poi insinuandomi come una serpe mi stesi dietro di lei ,schiacciato contro la spalliera del divano cominciai a palparla strofinado il cazzo contro le sue natiche ,lei sembrava incosciente lasciandomi il campo libero , le sollevai una tetta e chinandomi cominciai a succhiarle il capezzolo finche non raddoppio il suo spessore, la guardai per un attimo non pago ,feci scivolare la mia mano destra dentro i suo slip , lo sfintere delilicato del suo ano fu la prima cosa che incontrai ,ma era troppo stretto per invaderlo, e proseguendo ,fradicia arrivai alla fica li introdurre le dita fu molto piu semplice
-Dai diego adesso no!- bisbiglio Daniela nel sonno , tolsi la mano spostandola sul fianco ormai deciso ad andare fino infondo
adagio riuscii a sfliarle gli slip abbastanza da permettermi di posizionare la cappella del mio cazzo contro le labbra umide della fica e spingermi dentro .
Non fu semplice come mi aspettavo visto che la passera di mia cognata offriva una certa resistenza e io per non svegliarla non avevo la completa libertà di movimento , ma con caparbietà finalemente ebbi successo ero dentro di lei.

Cominciai a muovermi ,Daniela sembrava partecipare nel suo sogno ,le sollevai leggermente una coscia in maniera da migliorare i miei affondi e lei prese a respirare affannosamente e questo mi spronò ad aumentare il ritmo e lei mi ringrazio cominciando a gemere.

-Ti piace e porca!- le bisbigliai in un orecchio sicuro che stesse dormendo , sentii una sua mano stringersi sopra i miei coglioni

-Dai spingi cavron!- disse Daniela che evidentemente doveva essere sveglia , si volto mi afferro per i capelli  pretendendo un passionale bacio ,quando le nostre lingue si separarono guardandola negli occhi fui certo che era completamente cosciente

La spostai mettendola sotto di me a pancia in giù,Lei docile si resse al bracciolo del divano cercando di sollevare il culo per consentirmi una maggiore penetrazione ,il mio cazzo le affondava nella fica e poi ne riemergeva sempre piu fradicio

-oh! oh! oh!- guai mentre forzandole il buco del culo con un dito cercavo di accedere anche su quella via

-No! te prego!- mugugnò cercando di togliermi la mano ,ma io la tenevo in ostaggio con l'indice ormai comppletamente impalato nel suo retto

-Ohi! HOmbre Stoi per venire!- sbiaccicò mordendo il cuscino dove teneva affondata la faccia , avrei voluto durasse di piu ma sentivo i muscoli della sua fica stringersi intorno al mio cazzo invitandomi a imbottirla di sperma

-se stringere cosi....finirò per venirti dentro- l'avvretii digrignando i denti

-No! No! non mi miettere incita!- disse cercando di sfilarsi dal mio cazzo , ma non potevo lasciare quel paradiso ,quella meta agognata da quando si era presentatata all'uscio della nostra casa , sapevo che il rischio di una gravidanza indesiderata era elevato ,ma solo quando svuotandomi completamente i coglioni le riepii la fica realizai il guaio che avevo fatto,Daniela sentendosi inondare le la fica dalla sborra mordendo l'aria venne a sua volta ,poi si abbandono sui cuscini del divano esausta, le assestai ancora qualche colpo poi mi ritirai.

Dalla fica dilatata e fradicia colava fuori l'eccesso della mia sborra , poi lei si alzo  tenedosi una mano tra le cosce per evitare che colasse tutto sul pavimento e su prezioso persiano in salotto corse in bagno con ancora le mutande alle ginocchia .

Rimasto solo cercai di non pensare alle conseguenze ,vicino al divano c'era ancora l'asse da stiro ,Daniela spesso lasciava le faccende di case in sospeso e viciono all'asse c'era una cesta di plastica con della biancheria ,dal mucchio presi un paio di suoi slip rossi e con quelli mi ripulii l'uccello .

Dieci minuti dopo mia cognata usci dal bagno ancora seminuda, il vestito slacciato sul d'avanti e arrotolato in vita, ci guardammo senza dire nulla , poi si sedette vicino a me silenziosa, notò che il mio cazzo grazie alle sue mutandine non aveva perso vigore ,mi sorrise stringendolo nel palmo della sua mano poi salendo cavalcioni sopra di me mi propose di fare un bis prima che Dario si fosse svegliato, mentre mia cognata si calava dirigendosi il mio cazzo nella fica,pensai al mio povero fratello e a come il rapporto tra me e sua moglia da quella notte sarebbe Cambiato.


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