Marilena a 35 anni da singole aveva preso quella che a molti sembro una scelta coraggiosa o addirittura sventata, ricorrere all’inseminazione atrificiale.
Si sentiva orgogliosa di quella decisione anche se c’erano momenti in cui sentiva tremendamente la mancanza di un compagno a cui appoggiarsi nei momenti difficili.
Come la sera settemesi dopo che il suo ginecologo le aveva comunicato di essere incinta ,in cui di ritorno da una cena con le colleghe ,la sua Jaguar decise di punto in bianco di lasciarla a piedi, lungo una statale 11 a piu di 25km da casa, con il cellulare scarico e con la vescica piena.
Passo piu di un ora prima che un vecchio Furgone Bianco, si fermasse a soccorerla .
Quando Marilena vide che l’autista era un ragazzo di colore nero come il carbone che quasi non riusciva a distinguerlo dal nero della notte ne ebbe ub certo timore , non che fosse particolarmente razzista ,ma era diffidente verso tutti gli extracomunitarie verso tutti i poveracci come lei e le sue amiche li chiamavano.
Il Ragazzi su chiamava Tamir e parlava un discreto italiano e appena si accorse del suo stato interessante si dimostro pieno di attenzioni , non aveva il cellulare ne capiva molto di motori per mettere la mani sulla sua fuori serie, ma si offri di accompagnarla alla piu vicina area di servizio o a casa e Marilena dopo averci pensato un attimo accetto per la seconda opzione ,l’indomani avrebbe mandato qualcuno a prendere la macchina.
Il furgone di Tamir era sporco pieno di barattili di vernici e attrezzi per imbiancare, Marilena quasi si senti mancare, il finestrino dal suo lato era bloccato e l’aria nell’abitacolo era soffocante e pregna di un odore forte piu che maschile quasi animale, per quanto Tamir sembrasse un bravo ragazzo aveva decisamente bisogno di una doccia, eppure quell’odore di sudore, dei feroromoni misto ai fumi delle vernici inebrio i sensi di Marilena che guardando il suo salvatore di ebano comincio a farsi strane domande e a tormentarsi di sconcertatni fantasie, trovo difficile tenere le gionocchia serrate sentiva il calore salire dal basso ventre insieme al desiderio e avvampargli il viso, i capezzoli si fecero sensibile fino a trovare insopportable il contatto con le coppe del reggiseno che li racchiudevano, ripenso ad un tratto a un discorso fatto con il suo dottore quelche settimana prima ,l’argomento era il sesso durante la gestazione e per quanto lei lo trovasse sconvolgente il suo medico le disse che se fatto con le dovute accortezza entrambi la madre che il nascituro potevano trarre profondi benefici , si morse il labbro inferiore sentedosi dannatamente maiala nel desiderare di provare quell’esperienza con un estraneo ,per di piu un ragazzo di colore.
Il Viaggio sembrava piu lungo di quanto si aspettasse , Tamir avendo una Donna gravida sul furgone guidava adagio ,mentre Marilena ad ogni minuto sentiva che non avrebbe resistito ai propri istinti kilometro dopo kilometro le sue mani fecero risalire l’orlo della gonna e le sue ginocchia si semparavano sempre di piu ,da un bocchettone un flebile getto d’aria cercava di confottarla e raffreddargli il desiderio soffiando direttamente tra le cosce ,la luce dell’abitacolo era accesa Tamir guidava sempre cosi per consultare la cartina stradale ancora incapace di orientarsi sulle strade che conosceva poco, notò e la sagoma nera dei suoi peli attaverso la trasparenza umida degli slip nivei di Marilena, era una vita che non andava con una donna e quella che aveva al suo fianco anche se bianca e per di piu incinta era cosi dannatamente arrapante ,tra le sue gambe dentro il pantalone dala tuta celeste indossato senza biancheria il suo bambu di carne cominciò a prendere vigore.
Marilena rapace riconobbe subito la sagoma definita sotto al tessuto elastico ,sospirò vogliosa socchiudendo gli occhi sapeva che la desiderava quanto lei desiderava lui ,comincio a giocare con i bottoni della blusa di cotone ,tre si aprirno per lasciare che le sue deta andassero a cercare l’incavo dei suoi seni gonfi ,gia grossi per natura e resi ancora piu voluminosi dalla gestazione .
Il furgone viaggiava ormai a passo d’uomo ,Tamir non riusciva a tenere a lungo lo sguardo sulla strada ,mentre la sua vicina ormai svestita delle proprie inibizioni con una mano si toccava massaggiandosi il seno sotto la camicetta e con l’altra lambiva il bordo delle mutandine in un gioco provocante e quando lei gli chiese di accostare un attimo ,capi che la sua astinenza non sarebbe durata oltre.
Fece appena in tempo a spegnere il motore che la mano di Marilena si poso sul cavallo dei suoi pantaloni afferrandogli l’uccello ormai completamente eretto
-Ti voglio dentro!- gli disse lei portandogli la mano in mezzo alle cosce facendogli sentire a nudo come la sua fica lo desiderava ,lui dopo essersi intriso bene le dita se le porto alla bocca assaggiando il nettare che ne colava trovandolo salato ma squisito.
Tamir scese fece il giro ,aveva scopato altre volte con una donna incinta giu nel senegal dal quale veniva ,con Naomi sua sorella incinta di un loro zio poi morto in un incidente d’auto .sapeva come doveva prenderla queli attenzioni doveva avere nello scoparsela, apri lo sportello e Marilena quasi ebbe un sussulto impaziente ,la fece scendere e insieme andarono sul retro del furgone ,poi la fece stendere su un giaciglio improvvisato di cartoni e teli ,quella sutuazione cosi impura sporca accese ancora di piu la donna ,si leibero della gonna e le sfilò le mutandine poi ne annuso l’odore forte di femmina che ne impregnava il tessuto di quell’intimo
-Dai prendimi! Scopami!- riopeteva lei ,ammiro la fica dilatata e lucida esplorandola con il pollice regalandole violenti brividi di piacere, era pronta a riceverlo sali gattonando sistemandosi tra le cosce di lei spalancate in un offerta piu che generosa ,calò i pantaloni fino alle natiche presentandogli per la prima volta in tutto il suo vigore i 27cm di uccello color pece, Marilena alla vista di quel colosso sollevo il sedere dimenando i fianchi affinche lui si decidesse a penetrarla.
Ma tamir sapeva di dover fare con attenzione accarezzo dolcemente la pancia voluminosa che conteneva una vita ,poi delicatamente pose la punta del suo pene tra le labbra voraci e affamate della sua passera ,che ospitale lo accolse senza fare troppa resistenza .
Marilena si sentiva frustrata perche il volume della pancia le impediva di vedere la nerchia di quel negro spofodarle nella fica, ma in compenso lo sentiva riempirla come mai prima di quella sera le era capitato con enssun altro uomo, comincio ad ansimare ,lasciò che lui le liberasse il seno e cominciasse a succhiarne i capezzoli gonfi forse gia pronti a dare il latte ,mentre ad ogni affondo spingeva il suo cazzo dentro di se ,inarcò la schiena presa dal turbamento e volse lo sguardo dietro di se, solo allora si accorse di loro, altri due negri che probabilmente stavano dormendo nel retro del furgone mentre Tamir guidava .
I due non si limitarono a restare spettatori fu lei stessa ad invitarli ,si spogliarono dei pantaloni e tra le loro gambe vide spuntare enormi colossi di pelle e vene colo vermiglio gattonando si avvicinarono le loro mani si unirono a quelle di tamir lusingando ogni centimetro di pelle scoperta .le loro labbra si contesero la sua lingua i suoi capezzoli e quando a turno le invasero la bocca con col cazzo lei si prodigo per soddisfarli entrambi mentre Tamir mai pago continuava a scoparla nella figa ,per quanto doveva essere incredibile le parve che il suo uccello crescesse tra le pareti o forse le stesse vicino all’orgasmo si stringevano attorno al fusto pretendendone il succo ,ma furono prima i due nuovi arrivati a donarle il proprio seme il primo spruzzandoglielo sui seni subito dopo ,imbrattandole il viso e il collo e solo quando la fica di Marilena si serro fino a quasi non dargli modo di muoversi il cazzo di Tamir esplose il suo getto dentro ,senti un denso fiume bollente inondarla ,farcirle la fica fino all’orlo Facendola urlare di soddisfazione, poi esausto lentamente si sfilò da lei scese dal furgone pulendosi la punta del cazzo con i suoi slip ,la guardò mentre i suoi due compari ritrovato il vigore si fecero avanti per ottenere lo stesso suo beneficio, lei ancora famelica sembrava incapace di negarsi ,Tamir si rimise alla guida del furgone, sul sediolino del passeggero Marilena aveva lasciato la borsa ,nel portafoglio trovo la patente, il paese dove abitava non era lontano il tempo sufficiente che anche gli altri due le saziassero l’appetito. |