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Letto: 2691 volte | Commenti: 0 | Postato il: 02-04-2007

Per Fare certe cose bisogna esserci portati

se no il piacere è solo la metà

Marisa arrivò all’appuntamento tremendamente in anticipo.

L’aria di servizio alle porte di Settimo era un posto cosi squallido, lui aveva detto che li c’era un Motel ed infatti era li subito dietro la pompa di banzina

-Settimo Motel! Mamma che originalità!- disse leggendo l’insegna ridacchiando fra se cercando di dimentica quanto era nervosa , si controllo nello specchietto retrovisore e si trovo un po pallida o forse era il trucco eccessivo per non parlare dei capelli ,come al solito quella cretina dalla parruchiera le aveva sbagliato la messa in piega eppure pagando prima di uscire dal negozio ne era stata cosi soddisfatta ,presa dal panico comincio a domandarsi se stava facendo la cosa giusta, infondo Antonio per quanto fosse un debosciato e un fannullone non le aveva mai messo le Corna e lei invece era li proprio per perseguire quel proposito, con Alberto il suo miglior amico e socio di lui.

Alberto si era sempre dimostrato attratto da lei fin dai tempi delle medie quando lui gia maggiorenne e indipendente passava a prenderla in moto fuori scuola e lei era una ragazzina carina e troppo ingenua si lasciava portare in giro per Milano.
Lui non aveva mai fatto mistero delle sue intenzioni ,ma lei innamorata da sempre del suo Antonio, non aveva mai ceduto alle avance ,solo una volta qualche anno prima nel buoio di un cinema mentre il suo amore era in bagno c’era stato un bacio appassionato e una mano indiscreta sotto la gonna, ma da allora non si era piu concessa a quello che comunque considerava solo un amico , poi c’era stao il matrimonio la nascita di Martina e ormai ogni speranza sembrava svanita,cosi quando Marisa si rese finalmente disponibile a fare quello che lui gli chiedeva da tempo ad Alberto quasi non gli sembrò vero.

Era persa nei pensieri quando una Mercedes di grossa cilindrata si accostò alla sua Panda sgangerata, Alberto la saluto con un cenno della mano, ma lei non rispose stava seriamente ripensandoci, perplesso lui scesa dalla vettura e si appoggio al finestrino aperto dell’utilitaria.

-ciao!- esordi sfoggiando un bellissimo sorriso

-Ciao!- rispose lei timidamente ,si sentiva strana come se avesse i crampi tra le gambe ,Alberto era proprio un bel uomo e lei in un certo senso ne aveva sempre subito il fascino ,ma troppo legata al suo ruolo di madre e moglie devota ,come le era stato insegnato fin da piccola ruolo a cui era sempre restata fedele , ma dopo tutte le promesse non mantenute dopo tutte le bugie del marito ,dopo tutte quelle delusioni si era finalemente decisa a rivedere quella posizione.

-Tutto a posto?- gli domando lui carezzandole il viso ,trovo quel gesto allo stesso tempo confortante e fuori luogo

-Si..cioè no…- rispose un po’ indecisa

-Mary tesoro se ci hai ripensato per me va bene…- continuo lui intuendo qualcosa, anche se guardandola non poteva nascondersi quanto la desiderava.

-No non ciò ripensato..- disse cercando di convincersi

-Sicura? Lo sai che non voglio forzarti- aggiunse ,Sotto la giacca leggere Marisa indossava una camicetta aderente che metteva il mostra la forma perfetta del suo seno che lui sperava di poter saggiare con mano

-No…non mi forzi- gli disse sorridendogli ma rendendosi conto di avere un aria cosi malinconica

-Va bene..Andiamo?- disse aprendolgi la portiera e porgendogli la mano per aiutarla a scendere

-si certo..- gli rispose il cuore comincio a battergli forte nel petto come prima di un esame.

La camera del Motel era discreta,  almeno rispetto allo stile di vita che il marito l’aveva costretta incapace di amministrare il loro denaro, Marisa non era mai stata in un cinque stelle neanche in un tre stelle al dire il vero ,ma quella stanza gli pareva decente, il materasso sul quale stava seduta composta era comodo, le pareti dipinte di un rilassante giallo paglierino ,c’era un armadio a muro e persino un quadro carino alla parete difronte al letto, un paesaggio marittimo, sotto a un cielo azzuro tempestato di nuvole bianche ,una scogliera  si tuffava in un mare agitato e  all’orizonte sembrava che ci fosse una regata , Marisa amava il mare ,avrebbe voluto essere li a chilometri di distanza dalla sua grigia Milano ,guardandolo si domandò se quel posto cosi bello esisteva sul serio o era solo frutto dell’ispirazione dell’autore.

Alberto era in bagno stava facendo una doccia era venuto via dal cantiere e sentiva il bisogno darsi una ripulita prima di cominciare, provò a invitarla ad unirsi a lui ma Marisa un po’ inesperta non cogliendo la malizia di quell’invito gli rispose che stava bene cosi.

-Ci voleva proprio!- esordi Lui uscendo dal bagno, Marisa arrossi violentemente vedendolo per la prima volta mezzo nudo avvolto dalla vita in giu da un ascugamano bianco, nonostante la pancetta n po’ pronunciata Alberto aveva un gran bel fisico, un corpo forgiato da anni di cantiere ,la sua pelle cotta dal sole di molti giorni passati all’aperto era scura facendo risaltare i capelli brizzolati e gli occhi color ghiaccio ,lei ancora incapace di mollare i suoi inutili taboo strinse le ginocchia provando un piacevole brivido corrergli lungo la schiena, vergognandosi per ciò che provava per un uomo diverso da suo marito, nonostante fosse li per fargli torto.

-Ma come non ti sei ancora spogliata?- le chiese con un certo disappunto.

Marisa si guardo, non ci aveva proprio pensato a spogliarsi ,lui si avvicino e l’aiuto ad alzarsi le sorrise e delicatamente comincio a sbottonargli la camicetta bianca a maniche corte ,quando anche l’ultimo bottone fu liberato dall’asola le mani di lui si posarno sui fianchi accarezzandoli poi risalendo sfiorarono il petto vestito con un reggiseno rosa semplice con le coppe graduate , Marisa si morse il labbro ,vestendosi quella mattina prima di uscire di casa  aveva cambiato l’intimo per ben tre volte ,prima una guepierre con perizoma e calze di seta con la riga  poi un body semitrasparente molto sexy con autoreggenti, Antonio se si trattava di intimo non le faceva mancare niente, alla fine aveva deciso per un completino in tulle elasticizato rosa ,piu sobrio dal taglio dacisamente piu comodo,forse persino anonimo sotto ai collant , ma Alberto preso com’era dal palpeggiarla sembrava non badarci.

-Sei cosi bella!- gli disse stringendo i palmi sulle coppe e si avvicino deciso a baciarla

Lei prima levò il viso ,poi quando le prese il mento costringendola a tuffare i propri occhi nei suoi, ipnotizata dall’intensita del suo sguardo si lascio governare, il bacio timido in breve si trasformo in qualcosa di sempre piu intenso tanto da scaldarle lo stomaco e mentre la baciava lui con mani agili fece scorrere la cerniera sul fianco della gonna di cotone a fiori che  cadde arrotolandosi attorno alle caviglie, di seguito si spoglio dell’ascugamano restando nudo.

Marisa discreta gettò uno sguardo vero il basso e in maniera da rendersi conto di cio che si preparava ad accogliere dentro di se,rimase coplita Alberto di sicuro l’avrebbe soddisfatta.

Lui sorrise capendo dove il suo sguardo si era spostato la  strinse a se Marisa senti quel corpo tonico premuto contro il proprio snello ,morbido e sinuoso senti la sua virilita calcata contro la coscia ,rimase immobile certa che ormai non si sarebbe piu sottratta.

Si stese sul letto ,liberato dal copriletto e dal lenzuolo di sopra , lasciando che lui la comandasse ,si spoglio della camicia ,Alberto nudo si inginocchio le bacio le ginocchia sopra i collant le tolse le scarpe ,semplici quelle di tutti i giorni con appena un accenno di tacco ,poi delicato gli baciò i piedi salendo con le dita su lungo le cosce e dinuovo sui fianchi ,ma quando cercò di spogliarla in un sol gesto dei collant e degli slip lei ancora impreparata a mostrarsi del tutto ,si protesse con una mano tra le gambe ,Alberto capi sorrise e sali con lei sul letto e la bacio per tranquillizzarla poi dolcemente le sflilò solo le calze ,lasciandole cadere a terra vicino al letto.

Rimase a guardarla ,Marisa sembrava imbarazzata, il viso paonazzo ,gli occhi un po’ lucidi  ,lo sguardo fisso in un punto indefinito della stanza , le mani strette sul seno come in preghiera, le gambe composte come se nascondesse un segreto che non era ancora pronta a confidargli, lui paziente si sistemo sopra di lei baciandola e carezzandole il viso , confortata dalla sua premura Marisa lentamente si lascio andare e quando le mani di lui si posarono tra le coppe facendo saltare il gancetto che le teneva insieme si senti lieta ,sospiro eccitata quando la sua bocca scese sul seno baciandole le areole dei capezzoli che sollecitate reagivano diventando turgide e colorandosi di un tono piu scuro.

Le dita di Alberto corsero giù lungo i fianchi sino a posarsi sull’elastico in vita dei suoi slip, Marisa certa che spogliandola di quell’ultimo indumento il suo amante si sarebbe reso conto di quanto era eccitata e non era sicura di essere pronta a dichiarare in maniera cosi manifesta  il proprio desiderio.

Ma Alberto impaziente questa volta non seppe aspettare ,erano passati troppi anni di attesa per tentennare ancora, indiscreto chiuse le dita sopra il tessuto elastico e lo fece scivolare verso il basso  fino a sfilarlo del tutto.

Ormai nuda come il suo amante ,anche se il suo corpo si mostrava pronto a proseguire ,dentro di se Marisa senti la coscienza rodergli l’anima ,una vocina supplicarla di ripensarci di rinunciare a quel suo capriccio ,avvisandola che tradendo Antonio avrebbe fatto un errore e piu danno a se stessa che soddisfazione.

Ma negli occhi di Alberto lesse una bramosia , un ardore che non avrebbe accettato ripensamenti ,le lacrime presero a gonfiargli gli occhi ,mentre lui sollevandogli le gambe ammirava goloso il suo sesso paffuto appena sormontato da un accenno di peli scuri , dilatato rosso e bagnato pronto a che lui vi sfamasse il suo desiderio.

Alberto si sposto sul letto guidando il proprio pene verso quella bocca cordiale ,perfezzionò la postura posando la punta glabra tra le grandi labbra deciso ormai verso la meta ,ma proprio prima di dare l’affondo decisivo per penetrarla vide quelle lacrime bagnare il volto di Marisa , una stretta violenta gli serrò la bocca dello stomaco , incapace di riunuciare a quell’agognato sogno spostò lo sguardo oltre sopra al cuscino e sentendosi un vigliacco si spinse dentro di lei conquistandola.

Marisa incapace di trattenere le lacrime prese a piangere anche se sentiva ogni centimetro del suo corpo gradire quelle sensazioni che ad ogni colpo di reni lui le dava , allo stesso modo il corpo e i sensi di Alberto recepivano il piacere del sesso ,ma la sua anima si raggelava,  senza fermarsi cercò di calmarla baciandola e carezzandole il viso, entrambi erano disperati ,il punto di non ritorno era ormai stato varcato  l’amplesso doveva essere portato a termine, vennero quasi in contemporanea, lui la colmo con il suo seme come si era ripromesso di fare da tempo cercando di impregnare se stesso dentro di lei ,ma dopo un primo momento di piacevole appagamento ,si sentirono morire.

Marisa stava sotto di lui immobile ,gli occhi arrossati e rigonfi per le lacrime ,lui disprezzandosi sentendo di averla tradita si sradicò dalla sua polpa ancora fremente stendendendosi al suo fianco

-Che cosa abbiamo fatto?- chiese lei sommessamente mettendosi a sedere, il lenzuolo sotto di lei  era scuro impegnato dal efluvio del loro piacere

-Ciò che eravamo venuti a fare!- rispose lui guardando il suo pene che privo di coscienza pareva gia pronto a ripetere ancora e ancora l’atto carnale e Marisa guardando la sua erezione sapeva che non sarebbe stata capace di sottrarsi.


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