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Tania

Letto: 3738 volte | Commenti: 0 | Postato il: 13-04-2007

Sesso per lavoro

-Tania puo passare nel mio uffico a fine turno?- gli domando Carlo il direttore del supermercato presso il quale la ragazza lavorava ormai da anni

-si certo direttore!- rispose sistemandosi gli occhiali dietro i quali nascondeva dei bellissimi occhi azzurri e arrossendo colta un po’ di sorpresa ,era un momento di calma ,non aveva nessuno alla cassa e si era persa nei suoi sogni a occhi aperti ,quel genere di sogni che la facevano sciogliere, sembrava che l’uomo pottesse leggerle nella mente sbirciando quali fantasie erotiche le stavano facendo bagnare le mutandine, lei si vergognò stringendo d’istinto le ginocchia cercando di fermare il palpitante fremito della sua passerina e il vergognoso flusso.

-Bene l’aspetto dopo allora- disse Carlo accennando un sorriso ,forse si era sul serio accorto che qualcosa nella testa di quella ragazza cosi timida e spesso impacciata la stava turbando.

-Si ..- gli confermò lei imbarazzata dal suo sguardo insistente che la faceva sentire nuda ,poi l’uomo la lascio  mentre un vecchietto dall’aria amichevole si avvicinava alla cassa con il suo cerrello mezzo vuoto, quello sarebbe stato il suo ultimo cliente, avviso una coppia che si accodava .

-Buongiorno Tania !- la saluto l’uomo porgendogli un mazzetto di fiori ,colti probabilmente dal ciglio della strada

-Oh! Che belli questi fiori Giacomino!- disse lei , il vecchietto era un sfacciato lumacone tutte nel supermercato lo conoscevano spesso era stato ripreso dal direttore , alcune college poco tolleranti si erano andate a lamentare di certi suoi atteggiamenti ,lei invece non aveva da dire nulla spesso troppo timida per andare a riferire certi fatti ,poi infondo Giacomino non si era dimostrato mai cosi molesto come dicevano ,anzi era sempre gentile nei suoi confronti, l’aiutava quando la vedeva in difficolta tra gli scaffali a sistemare i prodotti da banco e spesso nelle pause parlavano a lungo passeggiando nel parcheggio, certo come tutti gli anziani era un po’ logorroico ma non parlava mai con nessuno e quando capitava che qualcuno si interessasse a lei le faceva sempre piacere, certo trovava alcune sue confidenze un po’ fuori luogo, spesso insisteva nel raccontargli nei minimi particolari aneddoti delle sue molte donne di gioventi e lei imbarazzata ma paziente restava ad ascoltarlo anche quando i suoi racconti prendevano un tono decisamente privato, descrivendo pratiche sessuali e situazioni piutosto estreme.

D’avanti al suo silenzio l’uomo si sentiva spinto a maggiori confidenze e  amichevolemente aveva preso il vizio di salutarla dandole una pacca sul sedere ne disdegnava di palpeggiarla in maniera fugace a volte quando se ne andavano in giro a braccetto l’uomo le premeva il gomito contro il seno, per Tania nonostante tutto, erano innocui diletti di un vecchietto niente che la sconvolgesse piu di tanto.

-Sono per te bellezza mia!- le disse lui offrendogli, fiori lei fece finta di niente  quando notò lo sguardo tuffato nella scollatura della camicetta, caricata per combattere la calura estiva.

- Giacomino..mi fa sempre regali!- gli disse grata odorandoli, un espressione di stupore si accese sul viso, una leggera patina appiccicosa ricopriva alcuni petali e nell annusarne i boccioli si era trasferita sulla punta del suo naso e sul labbro superiore,Tania  impallidì quando senti un inconfondibile odore di sperma invaderle le narici.

-OH! Ti sei sporcata cara?- chiese lui vedendola a disaggio

-Si ci doveva essere qualcosa su- rispose lei chinandosi e cercando un fazzolettino di carta nella sua borsa sotto la cassa offrendo una migliore prospettiva del suo decoltè.

-Tieni cara prendi il mio fazzoletto- si offri Giacomo, lei accetto senza riserve scoprendo a suo malgrado che anche quel candido fazzoletto di cotone era pregno della stessa sotanza, con la quale a quel punto si era bagnata tutta la bocca

-Ma che cazzo!- bisbiglio spostandoselo dal muso, Tania era furiosa , accusarlo di qualcosa era impossibile, gli riconsegno il fazzoletto e cercò un cleanex dalla collega dalla cassa a fianco sbrigo il conto della sua spesa.

-qui manca il prezzo..si ricroda quant’era?- gli domando facendogli vedere una confezione di shampoo.

L’uomo mise gli occhiali e la guardo girandosela tra le mani , poi sollevo le spalle incapace di dargli una risposta

Tania che mai come in quel momento trovava insopportabile la sua vista un po’ stizzita si spinse verso il microfono alla sua destra

-Michele in cassa per un controllo prezzo!- brontolò irritata

-Tania Scusa!- la collega alle sue spalle la fermo domandandogli come doveva fare uno storno per un prodotto battuto due volte per errore, lei sempre generosa con le ultime arrivate si soffermo a spiegarglielo poi fu trattenuta al telefono da Michele che la imformò sul prezzo che le mancava, quando torno a prestare attenzione al Giacomino ,si rese conto di avergli offerto in maniera del tutto ignara una prolungata sbiricatina del suo intimo color avana ,era rimasta per tutto il tempo con il tronco in torsione verso la collega e poi verso il telefono tenendo il piede destro sull’anello alla base dello sgabbello e il sinistro sul pavimento, cosi le ginocchia col passare dei minuti si erano allantante l’una dall’altra, la gonna della divisa  gia corta di suo tempo prima per far piacere al marito, era stata accorciata e inevitabilmente ,anche se avesse avuto piu cautela nella postura , dopo ore seduta su uno sgabbello il tessuto era risalito oltre il limite decente  facendo vedere il perizoma che capriccioso si era infilato tra le labbra carnose dalla passera mostrando ai lati del tessuto impalpabile i riccioli scuri del suo pelo pubico.

-Questo non è compreso nei 20 euro di spesa!- sbuffo esausta, alzandosi e sistemandosi la gonna, Giacomino sembrava mortificato e Tania forse dal cuore troppo tenero non volle accanirsi anzi si sentì in colpa per averlo ripreso, chiuse il totale e dopo averlo fatto pagare lo lasciò andare via, un altro richiamo da parte del direttore gli sarebbe costato il permesso di venire il nel supermercato e per quel povero vecchio sarebbe stata una catastrofe.

 

Tirò un sospiro di sollievo per quel giorno aveva finito, il tempo di cambiarsi prendere l’autobus e sarebbe tornata a casetta sua, prima però c’era da fare un ultima cosa.

 

Tania Bussò alla porta della direzione, vicino agli spogliatoi degli impiegati

-Avanti!- la invitò una voce da dentro

-Permesso- Tania entro nell’ufficio ,erano passati anni volta che l’aveva visto ,cioè dal giorno dell’assunzione cinque anni prima.

-Prego si accomodi!- le disse Carlo indicandogli una sedia pieghevole d’avanti alla piccola scrivania, Tania si sedette accavallando le gambe facendo attenzione che questa gonna non offrisse troppo, sul direttore giravano storie strane e per di piu lo trovava un tipo piu tosto viscido, grassoccio pelato e sempre sudato anche in pieno inverno.

Carlo sembrava a disaggio ,si era tolto gli occhiali da vista e li teneva tra le mani guardandola come a cercare le parole giuste da usare, Tania ebbe un brivido come per una premonizione

che fosse li per essere licenziata?

-è tutto apposto signor Carlo?- domando timorosa ,aveva sentito che ultimamente il supermercato era un po’ in crisi qualcuna delle colleghe parlava di licenziamenti , a neanche dieci chilometri avevano aperto un enorme centro commerciale ed era difficile competere con i prezzi della grossa distribuzione ,spesso persino lei ci andava a fare la spesa.

-No Tania…non è tutto a posto!- rispose l’uomo posando gli occhiali sulla scrivania

-Ci sono stati delle appropriazioni indebite…- aggiunse fissandola negli occhi, Tania senti una stretta al cuore, era colpevole prima ancora che lui potesse definire le proprie accuse, lo facevano tutte ,tutte le ragazze o almeno quelle con piu esperienza facevano la cresta sulla cassa, bastava non battere uno o due prodotti e incassare l’importo i clienti non se ne accorgevano mei e da quando lei lavorava li neanche la direzione se ne era mai accorta.

-Ha capito cosa ho detto?- chiese l’uomo vedendola persa

-Si direttore…- rispose lei terrorizata abbassando lo suardo, se l’uomo l’aveva convocata li era perché aveva delle prove schiaccianti

-Ha qualcosa da dire?- le chiese posando i gomiti sul ripiano dello scrittoio , Tania rimase in silenzio, l’uomo si alzo e ando verso un armadietto alle sue spalle lo apri e da dentro ne prese un sacchetto di palstica, c’e ne erano altri simili piu o meno pieni come il primo.

-Questa roba era nel suo armadietto!- disse rovesciando il contenuto sulla scrivania ,Tania riconobbe molti oggetti di sua proprietà come un paio di jeans e una maglietta e le scarpe col tacco sette che aveva indosso quella mattina uscendo da casa ,e molta altra roba che aveva preso dal magazzino ,collant, un deodorante ,assorbenti ,rossetto e altri trucchi due completini intimi ancora da prezzare, un bikini giallo, tutte facevano “la spesa a Sbafo” e lei che certo non poteva permettersi tutti gli sfizi non era stata da meno.

-Ma come si è permesso di aprire il mio…- cercò di protestare per non mostrargli quanto era spaventata

-E so anche della cresta che fa in cassa!- la interruppe lui, Tania rimase senza fiato tradendo la sua colpevolezza

-non prende molto al dire il vero, ma 5 euro oggi 10 euro domani….solo in quest’ultimi 2 mesi si è messa in tasca quasi 500 euro- aggiunse l’uomo controllando un tacquino nero ,sul quale oltre al suo nome Tania notò quello di almeno un'altra dozzina di ragazze…era evidente che il direttore teneva tutte sotto controllo

-Credo che tu sia nei guai!- le disse incrociando le braccia

-Se crede di spaventarmi!- rispose lei cercando di nascondere le proprie emozioni –e poi questa roba avrei potuto benissimo comprerla e tenerla nel mio armadietto.. per quanto riguarda i soldi non vedo in base a quale prove mi accusa….ha dei  testimoni?- chiese lei sperando di darla a bere

Carlo rimase in silenzio e si alzo di nuovo usci dalla porta, poi fece segno a qualcuno alla sua destra di raggiungerlo

-Giacomino!- impallidi Tania, mentre l’uomo entro nella stanza chiudendo la porta dietro di se

-Il signor Giacomo è pronto a testimoniare a tuo sfavore ti ha personalemte visto netterti in tasca soldi molte volte, senza considerare i nastri della video sorveglianza…anche se quelli sono inammissibili il un processo non impedirebbero a un giudice di capire che sei una lurida ladra!- disse l’uomo mettendosi a sedere sul bordo della scrivania

Tania continuava a guardare incredula quel vecchietto, Giacomino si strinse nelle spalle sorridendogli malinconico ,mai prima di allora si senti cosi turbata.

-Sono licenziata?- disse con un groppo in gola, perdere il lavoro sarebbe stata una catastrofe tremenda in quel momento col marito che stava appena saldando tutti i suoi debiti, la bambina e le rate del furgone da pagare.

-Si!- rispose seccamente Carlo –Ma voglio essere magnanimo- aggiunse andandosi a sedere sulla sua sedia –Ti do la possibilità di dare le dimissioni per mettere tutto a tacere..- sugerì rovistando tra la roba che stava riversa sul tavolo tra di essa a tastoni trovò un paio di mutandine bianche che sembravano usate, il tessuto conservava ancora un impercettibile traccia di calore e il cavallo era ancora umido, da quando Tania si faceva faceva un pezzo di strada per tornare a casa con Antonio un magazzinire giovane e molto carino con il quale era entrata in una cortese confidenza ,che in realtà nascondeva una sua fortissima attrazione per il giovane palestrato, la sua fantasia cavalcava e  le capitava spesso di essere colta dall’eccitazione cosi correva in bagno e accucciata sulla turca si masturbarvava ,una pratica cominciata da ragazzina implume e mai persa neanche dopo il matrimonio, ma essendo un bagno unisex non era garantita la privacy e spesso finiva per dover interrompersi e ancora pregna di umori ,per non farsi sentire a gemere dai colleghi ,  usciva dal bagno mentre la fica le colava ancora ,spesso le serviva piu di un cambio ,Carlo la vide arrossire capi di aver tra le mani qualcosa di molto personale.

-Allora?- disse facendo roteare l’indumento attorno al dito indice

-Dimettermi?- chiese lei sentendo che ormai non avrebbe piu retto allo stress e alla vergonga

-è la migliore soluzione…lo dico per te- le disse portandosi le dita al naso sperando che tracce di quell’umido che aveva trovato sul cavallo delgi slip avesse odorato i polpastrelli ,Giacomino lo invidiò molto.

-Ma perderò la liquidazione!- disse lei scuotendo la testa, ritrovarsi senza lavoro da un giorno all’altro e senza neanche un becco di un quatrino era impensabile.

-Liquidazione che non ti sarebbe corrisposta comunque se avviassi le pratiche di licenziamento nella tua situazione..- le fece notare lui, sorridendo  soddisfatto l’odore della fica di Tania era sulla sua mano

-La prego non posso perdere questo lavoro!- lo supplico lei sporgendosi verso

-Non credo che ci sia modo di conservare il tuo posto di lavoro- disse Carlo

-La prego sono pronta a fare qualunque cosa…!- disse lei disperata

-Vedi Tania tu hai tradito la mia fiducia…- si spiego Carlo gradendo la vista ,Tania sporgendosi verso di lui aveva scavallato le gambe e sotto l’orlo della minigonna  ,riusciva a vedere tutto quello che voleva.

-La prego Carlo mi dia la possibilità di riguadagnare la sua fiducia…farò dello straordinario non retribuiti e se vuole rinuncio anche alle ferie quest’anno!- si propose lei sapeva dove lo sguardo del suo capo si era soffermato e sperava che lasciarlo sbirciare lo ammorbidisse.

-Ferie? E dove credevi di andare tuo marito è uno squatrinato!- disse Carlo ridacchiando, Tania per quanto drammaticamente vero, trovò offensivo il fatto che deridesse la loro situazione e tornò a sedere accavallando le gambe e incrociando le braccia sotto al seno.

-Comunque…non posso che notare la tua voglia di redimerti e di cercare il mio perdono- aggiunse l’uomo alzandosi , le passo a fianco sfiorandole il ginocchio

-Sei pentita?- le domando mettendosi dietro di lei massaggiandogli le spalle

-Si..- rispose lei disperata sperando ancora in un attimo di disponibilità da parte di quell’uomo che aveva il suo immediato futuro tra le mani

-Da quanto tempo lavori per noi?- le domando lui avvicinando la testa a quella di lei che ormai sembrava pronta a cedere

-Da sempre Direttore!- ispose Tania sentendo il tepore del suo fiato sul collo

-Gia ! se non sbaglio eri qua con il vecchio direttore?..- disse lui spostando le mani sulle braccia sfiorandole appena sotto la manica corta della camicietta

-Si e con lui avevo un ottimo rapporto!- rispose Tania

-lo immaginavo..-

-Non come pensa-

-cosi Giovane e gia sei una delle dipendenti piu anziane sarebbe un peccato perderti- aggiunse Carlo facendo risalire le mani sulle spalle e portandole successivamente sul seno dentro la scollatura

-Ma cosa fa!- protestò lei cercando di alzarsi

-Pensavo volessi cercare il mio perdono- le rispose lui tenendole le mani sulle spalle senza pero fare molta resistenza ma cercando invece di calmarla.

-Si ma…- disse Tania era confusa ,il pericolo di perdere il lavoro era troppo grande e le annebbiava la mente.

-Credevo che volessi rguadagnarti la mia fiducia..- le disse lasciandola e tronandosene sietro al sua scrivania,

Tania fu quasi tentata di alzarsi e seguirlo per supplicarlo.

-Ma e’ evidente che mi sbagliavo- continuo guardandola di soppiatto

-La prego…- piannucolo lei

-come vedi ho gia proveduto a svuotare il tuo armadietto ,ti prego solo di lasciare la divisa- disse lui accendendosi una sigaretta

Ci fu un lungo silenzio ,Tania era colpevole sapeva di esserlo e sentiva di meritare una punizione e il licenziamento, grosse lacrime cominciarono a segnarle le guance

-Allora Tania questa divisa!- insiste’ l’uomo impaziente

-Devo spogliarmi qui?- chiese lei confusa

-Non sei piu una nostra dipendente non hai diritto allo spogliatoio- aggiunse lui passandole il jeans e la maglietta prese dal mucchio della roba sparsa sul ripiano della scrivania

-Ma io…- cerco di dire lei

-Vedi cara nella tua situazione io eviterei persino di parlare- aggiunse per convincerla.

Tania si alzo dalla sedia e lentamente sfilo la gonna ,il perizoma che indossava nascondeva da vero pochissimo ,e quando apri la camicetta Giacomino e il direttore capirono quello che fino a poco prima aveva gia intuito ,era senza regiseno

-Ecco- disse dopo aver ripiegato con cura la divisa sulla sedia coprendosi il seno con le mani, vergognandosi termendamente ,se avesse saputo che la sua giornata sarebbe finita cosi non avrebbe ceduto a una delle sue solite fantasie e non si sarebba mai tolta il regiseno nella speranza di far colpo sul bel magazziniere

-Sei una fica pazzesca sarebe un vero peccato perderti!- confesso l’uomo squadrandola da capo a piedi

-Avvicinati un attimo- le disse sembrava incuriosito dall’unico indumento che la ragazza indosava, il perizoma che Tania indossava era simile a uno di quelli che a 6.90 euro era esposto nella corsia dell’intimo

-sono mie direttore queste le ho pagate!- disse Tania ,mentendo anche quella come molta della biancheria che aveva a casa era parte del suo bottino

-Avvicinati comunque ragazza!- le intimo lui, Tania tremante fece il giro della scrivania e si fermo a meno di un metro da lui

-Piu vicina..- le disse ,Tania fece altri due passi ormai era a portata di mano, ma lui non si decideva a toccarla come credeva

-girati!’ le ordino –lentamente- aggiunse ,lei ubidiente compii una piroetta completa quando torno di fronte al suo capo il viso dell’uomo era paonazzo respirava a fatica ,e noto subito che il pantalone di lino chiaro era gonfio di eccitazione

-Sarebbe proprio un peccato perderti!- ripete prendedosi la mano destra e sulla patta dei pantaloni dove sotto pulsava impaziente la sua erezione.

La ragazza era d’avnti a un bivio, non c’era state nessuna richiesta ma la situazione era inequivocabile, le sue scelte erano due ,indossare jeans e maglietta prendere la porta e andarsene e perdere il lavoro o …

Tania capi che quella era la strada da seguire ,era pronta a tutto per salvare il suo lavoro, non c’era piu tempo per continuare ad essere la ragazza timida e riservata di tutti i giorni cosi l’istinto piu erotico e carnale di lei prese il sopravvento, senza nemmeno inginocchiarsi ,gli tiro fuori l’uccello si chino su di esso e dopo avergli fatto prendere consistenza tra le mani lo ingoio.

-oh! Non speravo in tanta generosita’!- disse l’uomo sospirando piacevolemente colpito dalla sua dedizione.

Carlo era poco dotato ,anche se completamente drizzato  a stendo gli usciva dalla patta e pareva non essere un amante della pulizia ,il suo cazzo era appiccicoso e quando, sciolata la cinta e calatogli le brace fino alle ginocchia  gli tiro fuori le palle dai boxer ingialliti tra i peli senti forte l’odore di urina e sperma ,Tania aveva il volta stomaco ma coraggiosamente continuo il pompino.

-Mettiti piu comoda inginocchiati!- le ordino Tania prese posizione tra le sue gambe ,il pavimento era gelido e sporco, per un attimo guardò la cappella ormai del tutto esposta rossa e parecchio umida e si domando se si doveva preparare a prenderlo dentro di se.

-si sarebbe proprio un peccatro perderti!- disse Carlo spingendole il cazzo in gola e spremedogli le tette come se la stesse mungendo.

Giacomino che da sotto la scrivania non vedeva piu la bella Tania si avvicino appoggiandosi alla parete, era gia parecchio che senza neanche toccarsi era venuto sporcandosi le mutande cioe da quando lei si era spogliata restando semi nuda in mezzo ala stanza e ormai non aveva altre cartucce da sparare resto’ in silenzio a guardare sperando di ritrovare un po’ di vigore.

-Lo sapevo che avevi talento!- bisbiglio il Diorettore fremendo mentre la sua ragazza aumentava il ritmo del collo cercando di anticipare la fine di quel supplizio.

-Sto per venire…alzati volgio venirti sulle tette!- le disse carlo il cuo tono di voce cominciava a incrinarsi ormai vicino all’orgasmo, Tania lascio il suo uccello con uno schiocco si poso il cazzo nel incavo del seno e lo schiaccio tra le tette massaggiandolo tra i due grossi globi carnosi.

-questo si che e’ attaccamento al lavoro!- sorrise l’uomo un attimo prima di venire spargendo un fiume di sperma sul decolte della ragazza, quando ormai non ebbe piu niente da dargli e dopo che Tania si fosse presa cura di ripulirgli il cazzo da ogni residuo con usando le mani e la lingua le fece segno di alzarsi.

-Adesso rivestiti e va a casa!- le disse rimettendosi l’uccello nelle mutande

Tania rimase in piedi, l ragazza timida di sempre stava tornando rapidamente a galla ed era incredula per quello che aveva appena fatto, Giacomino cortese le passo dei cleanex per ripulirsi, lei li prese guardando lo sperma del suo direttore colargli tra le tette impiastricciargli le mani.

-Per il mio lavoro?- domando lei sperando che quello fosse stato il prezzo del suo perdono

-Va a casa e aspetta una mia telefonata- disse l’uomo che alzatosi si stava prendendo un goccio d’acqua dal distributore

-Ma come dopo questo?- protesto lei sentendosi presa in giro

-Che c’e io non ti ho chiesto niente!- rispose lui scrollandosi nelle spalle

-Ma io pensavo…-

-Te lo ripeto Tania va a casa e aspetta la mia telefonata!- ripete l’uomo scandendo bene ogni parola

Tania si rivesti reccatto i suo averi e usci dall’uffico del direttore ormai in lacrime.

 

Conitnua……..


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