LA LAMPO DEL PROFESSORE
Trovarsi 35 anni a fare il professore di lettere in un istituto superiore prettamente femminile era un sogno di una vita che si realizzava per Don Faustino.
L’istituto era frequentato dalle figlie delle piu influenti famiglie della citta, figlie di papà viziate con tanti soldi da spendere per apparire sempre belle e in forma ,cos la maggior parte di loro erano arrapanti adolescenti capricciose ma piene di curiosità e voglie particolari.
Don Faustino era piacente sapeva che molte delle sue studentesse avevano un debole per lui e anche se come prete aveva preso i voti gli sarebbe bastato poco per fargli calare le mutandine, ma non era uno stupido cosi per non correre rischi con l’età delle ragazze aveva fatto una cernita tra le pui carine e vicine alla maggiore età da abbordare, ma non era facile stabilire chi era piu o meno disponibile ,cosi aveva architettato uno stratagemma geniale ,che nella maggior parte dei casi in cui era stato adottato aveva dato ottimi risultati, quella che lui aveva battezzato come la Tecnica della lampo!
La 5B era la sua classe preferita, quella in cui c’era il piu alto numero di gnocche in assoluto, su 15 alunne almeno su dieci aveva fatto pensieri piu che peccaminosi e con la complicità di un terzo di queste aveva commesso appaganti atti impuri.
Mancava meno di dieci minuti allo scadere del tempo, gli aveva assegnato un tema e le ragazze erano tutte piu o meno concentrate, mentre seduto dietro la sua cattedra lui le osservava con attenzione.
Come sempre le piu carine erano sedute ai primi banchi .
Faceva caldo per essere Marzo poche delle ragazze badava troppo alla postura delle gambe ,la gonnellina che faceva parte della loro divisa scolastica era piu tosto corta e cosi con tutta calma il professore con aria sorniona una ad una ne spiava le fattezze e il colore dell’intimo.
Aveva scoperto che poche di loro indossavano le mutande di cotone bianco previste dal regolamento scolastico ,ad esse preferivano capi d’abbigliamento piu giovanili, mutandine variopinte di ogni fattezza, dai microscopici perizoma nero , colorati tanga dal tessuto semitrasparente, culottes di tulle fioriti, un vero paradiso per un feticista come lui.
Spesso per assecondare il suo vizio, chiedeva ad una delle ragazze, quella che di solito aveva attirato piu la sua attenzione , di avvicinarsi alla cattedra guardando le compagne di recitare una poesia a memoria o leggere alcune pagine da un libro legato alla lezione che stava svolgendo, la ragazza senza che nemmeno accorgersene ,gli era cosi vicina da permettergli con il cellulare di girare dei mini filmanti con l’obbiettivo puntato sotto la gonna , contributi che una volta montati in maniera da non far vedere alcun particolare che lo riconducesse a lui, li metteva sul web, in un suo sito personale con enorme successo.
Il suono della campanella fu il segnale che il tempo a disposizione delle ragazze era esaurito ,Don Faustino chiese a Elena quella che tutte le altre a ragion veduta chiamavano la cocca del prof, una morettina dal fisico minuto ma molto ben proporzionato di recuperare i temi delle sue compagne poi mentre le ragazze lasciavano l’aula assegnò loro alcuni capitoli dal libro di storia come compiti a casa, ci volle poco a rimanere solo in classe.
Si affaccio alla finestra guardò l’orologio del campanile che proiettava la sua ombra in mezzo al cortile della scuola e sopirò ,mancava poco al suo appuntamento ed era arrivato il momento di prepararsi.
Stava seduto dietro la cattedra correggendo i temi ,quando Valentina bussò alla sua porta.
-Don Faustino, buongiorno posso entrare?- chiese la ragazza un po’ imbarazzata
-Si prego Valentina si Accomodi!- la invitò lui.
Valentina si era trasferita da poco nell’istituto, ma per quanto era bella con i capelli color oro ,quei suoi occhi verdi, lo sguardo un po’ sperduto e un fisico mozzafiato, lui l’aveva notata subito e desiderata.
Valentina frequentava ancora la Quarta ,a causa del lavoro del padre ,un ufficiale dell’arma sempre in giro per l’Italia da un comando all’altro aveva perso ben due anni e ormai maggiorenne non si era ancora diplomata.
-Prenda una sedia e si segga- le disse chiudendo la porta a chiave
-Di cosa voleva parlarmi professore?- chiese lei sistemandosi come gli aveva chiesto
-Come si trova qui da noi ,so che è un ambiente nuovo e che puo essere difficile adattarsi- le domando appoggiando una natica sul banco vicino alla ragazza che arrossi immediatamente ,quando si accorse che la patta del professore era aperta e mostrando il candore dei boxer che il prete indossava sotto, l’abbordaggio era cominciato
-c’è qualcosa che non va?- chiese Don Faustino con aria ingenua
-No- rispose lei cercando di fissare lo sguardo sul pavimento, quell’imbarazzo fece andare il sangue alla testa dell’uomo
-o che sbadato, o la lampo aperta!- esclamo Faustino mettendosi in piedi ,d’avanti alla ragazza fingendo di cercare di porre rimedio all’imbarazzante inconveniente, era una tecnica collaudata ,aveva trovato il metodo per incastrare la zip direttamente con il cotone dei boxer in maniera da rendere impossibile tirarla su.
-Accidenti ,non ci riesco proprio da solo!- aggiunse mentre Valentina lo osservava affannarsi
-Vuole che provi a darle una mano?- gli chiese finalmente lei, era fatta!
-si grazie!- gli rispose lui avvicinandosi
Valentina con la punta delle dita cercò di far scorrere la zip in un modo o nell’altro, inevitabilmente entrando in contatto con la virilità del prete ,Faustino capi dal modo di muovere le mani che la ragazza non era del tutto ignara di quello che stava facendo ,visto che non disdegnava di tastargli l’uccello i in maniera piu o meno diretta.
-Valentina provi a tirare il basso il cavallo del pantaloni in maniera da stendere il tessuto !- suggerì lui .
lei segui il suo consiglio ,ma la prima volta fini per afferragli direttamente i coglioni ,poi ristabilita la presa rossa in faccia comincio a muovere la patta del prete
Tutto filava come previsto da Faustino e quando finalmente la Zip fu liberata, bastò un impercettibile colpo di reni per far schizzare fuori dai boxer il suo uccello gia piu tosto in tiro
Valentina si ritrasse ,minacciata dal quel enorme cazzone che si ergeva tra il bianco dei boxer e il folto cespuglio di peli neri del suo professore ,ma non sembrava spaventata piu tosto solo sorpresa forse dalle dimensioni.
-Guarda cosa hai fatto!- la rimproverò lui -su mettilo dentro!- le disse fissandola negli occhi
Valentina sorrise maliziosa e sorprendendolo anziché rimetterlo nei boxer come avevano fatto altre prima di lei, dopo averlo accarezzato un po’ aveva aperto le labbra e accolto nella propria bocca
-Oh piccola sfacciata!- l’aveva redarguita il professore ,intimamente compiaciuto dallo spirito di iniziativa della sua alunna
Valentina dimostrava un talento naturale nell’arte del fellatio ,seduta sulla sedia senza nemmeno aiutarsi con le mani succhiando e mordicchiandolo ,riusciva a dargli un piacere che aveva provato poche altre volte con donne di maggiore età e professioniste del sesso di cui per esperienza dimostrava di non aver nulla da invidiare
-Hai proprio un bell’uccello pretino!- esclamò lei nei pochi secondo in cui non teneva la bocca impegnata
-E tu non mi pare che sia la tua prima volta signorinella!- sorrise lui carezzandogli i capelli
-No non lo è- rispose lei alzandosi e tirandolo per l’uccello verso la cattedra, sulla quale si chinò fino a posare il seno sul ripiano
-cosa voi fare?- le domando Faustino che raramente era spinto cosi in fondo
-Scopami!- le ordino lei sollevandosi la gonna ,sotto la quale indossava un micro string Viola che non lasciava nulla all’immaginazione
-Questo non è l’abbigliamento previsto dal regolamanto- le disse don Faustino passandole una mano tra le cosce e mettendo a nudo la forma carnosa, rosa lucida e un po’ congestionata delle grandi labbra della sua fica quasi priva di peli
-e allora che vuoi fare punirmi?- lo provocò lei ancheggiando incapace di attendere oltre
-Ragazzina impudente ti darò una bella lezione!- le promise lui posando la cappella nuda tra il calore umido e accogliente della sua carne
-Si prof…puniscimi!- sussurrò Valentina digrignando i denti mentre l’istitutore con il suo enorme cilindro di carne da dietro lentamente si faceva largo dentro di lei
Valentina era stretta e Don doveva faticare parecchio ,poi si decise e con uno strattone improvviso, che le fece inarcare la schiena e mugugnare un gemito di dolore e piacere, riuscì a penetrarla del tutto
-Buona è finita sono dentro!- la rassicurò lui, solo quando l’alunna si rilasso sulla cattedra ,tenendola per il fianchi comincio a muoversi
La fica di Valentina si adattò rapidamente alla forma del suo ospite , vedere l’asta del suo cazzo fradicia degli umori della vagina di quella troietta e sparire tra quei due globi pallidi sodi e tondi per Faustino era una sensazione impagabile sciolse il colletto bianco che pareva di togliergli il fiato e continuo a muoversi avanti e dietro facendo cigolare la cattedra sotto di loro, ma non si era aspettato che la situazione sarebbe evoluta in cosi breve tempo ,sentiva i coglioni stracolmi da un intera mattina passata a fare fantasie sulle sue alunne e l’impellenti bisogno di liberarne il contenuto ebbe la meglio sulla voglia di prolungare il piu possibile la scopata
-Sto per venire!- ammise dispiaciuto
-No non ancora- supplico Valentina
-Mi dispiace!- riuscì ad esclamare lui prima di uscire dalla sua vagina e incontrollato venire spargendo il proprio seme sulle chiappe frementi di lei
Con i pantaloni alle caviglie, svuotato ed esausto Faustino andò a sedere dietro un banco nella prima fila ,intanto Valentina un po’ seccata nettandosi lo sperma con dei cleanex gli dava le spalle, guardandola provò qualcosa che non aveva mai provato per nessun altra.
-Devo correre o farò tardi a Chimica!- esclamo lei raccogliendo la sua roba
-Ciao Professore ci vediamo domano!- lo saluto uscendo dalla porta
-Ciao…-rispose lui ,nel petto furibondo come un cavallo impazzito gli batteva forte il cuore.