Me ne stavo in salotto, boxer e canottiera in attesa che qualcosa cambiasse la mia domenica mattina
Cercando il telecomando tra i cuscini del divano la mia mano si fermò su due oggetti, uno di stoffa e l’altro di forma cilindrica, quelli che poi alla vista dei mie occhi riconobbi come un paio di minuscole mutandine a fiori viola, celesti e bianche e l’altro un enorme fallo in lattice di colore blue cobalto.
Mi seggo sul divano con in mano quei due reperti un po’ perplesso ,le mutandine non possono essere certo di mia moglie, troppo provocanti e giovanili ne tanto meno l’arnese artificiale ancora un po’ appiccicaticcio che penzolava dalla mia mano destra puo essere suo visto la sua avversità a quel genere di diversivo, poi mi ricordo di Valentina ,mia figlia ,la sera prima avevamo avuto a cena il suo ragazzo, Riccardo o qualcosa del genere e i due si erano trattenuti fino a tarda notte li in sala a vedere vecchi dvd, almeno cosi avevo creduto.
Il pensiero che quel piccolo figlio di troia avesse invece abusato della mia piccolina ,mi fece salire il sangue alla testa e allo stesso tempo mi eccitò.
Di certo Valentina non era piu una bambina ,anche se hai miei occhi aveva sempre otto anni, quell’autunno avrebbe affrontato l’esame per l’ingresso alla facoltà di architettura, che fosse una ragazza con le sue esigenze mi dovevo rassegnare, era un fatto inevitabile era cresciuta e presto avrebbe lasciato la mia casa per condividere il resto della sua vita con chi sa chi, eppure la mia mente cominciò a lavorare di fantasia ricreando il susseguirsi di eventi che l’aveva portata a inserire quell’oggetto nel gioco tra fidanzati
La immaginai prima sorpresa dall’iniziativa di lui che quasi obbligandola le infilava quel coso nella sua intimità ,poi in un’altra ricostruzione fantasiosa, proporre lei un po’ ingorda, l’utilizzo di quel giocattolo
Quelle immagini si accavallarono nella mia testa ,fecero battere piu forte il cuore e in maniera disdicevole pomparono il sangue nelle cavita venose del mio uccello facendolo gonfiare
A quel punto avrei dovuto alzarmi rimettere le cose come le avevo trovate e farmi una bella doccia fredda per calmare i bollenti spiriti ,ma era un secolo che non mi tiravo una sega e piu del doppio che non avevo un erezione cosi spontanea ,che mi pareva un delitto sprecarla.
Mi accomodai sul divano chiusi gli occhi e cominciai a pensare a mia moglie ai tempi in cui eravamo felici e ci bastava stare vicini per sentirci arrapati e scopare li dove capitava, ma qualcosa non funzionava ,ogni volta che mi concentravo su un dettaglio del suo fisico , su un espressione del suo viso ecco che puntualmente con prepotenza si sovrapponeva la faccia e il corpo di Valentina, rivedevo le sue tettine coniche e generose, le cosce lunghe e tornite, il suo culetto tondo ,in quel momento capii che ero attratto da mia Figlia e non era una cosa dell’ultimo minuto ,ma qualcosa che avevo celato in segreto per anni, da quando con l’adolescenza era sbocciata trasformandosi da bambina in giovane donna e quella mia gelosia aveva avuto un solo significato, volevo per me quello che non avrei mai voluto prendesse nessun altro uomo.
Riaprendo gli occhi dopo l’orgasmo ,mi ritrovai con le sue mutandine premute sul naso le avevo tenute sulla faccia per tutto il tempo deliziandomi le narici con l’aroma della sua fica.
Ad un tratto qualcosa mi allarmo, il rumore di passi leggeri che correvano lungo il corridoio ,qualcuno stava arrivando in salotto, col cazzo gocciolante tra le mani e l’unica via di fuga interdetta ,mi sistemai alla meglio sotterrando il fallo in lattice tra i cuscini e avvolgendo gli slip di mia figlia intorno al mio uccello in maniera che assorbisse parte dello sperma giusto un attimo prima che Valentina ,ancora un po’ assonnata facesse capolino dal corridoio.
La salutai cercando di nascondere il mio imbarazzo ,ancora intontita lei non si accorse di nulla ,venne a sedersi vicino a me e abbracciandomi mi schioccò due baci sulla guancia destra prima di stendersi supina posando la testa sulla mia gambe
Mi accarezzava il petto tenendo gli occhi chiusi di li a poco si sarebbe riaddormentata ,indossava una corta camicia da notte azzurra, i piedi sul divano con la coscia destra appoggiata contro lo schienale del divano e l’altra penzolava un po’ molle nel vuoto,l’orlo del vestito era risalito fino all’ombellico e come sua abitudine non indossava le mutandine ,la sua fica era li sotto il mio naso, il pelo folto e scuro brillava sopra al monte di venere, cercai di resistere all’impulso di passarci le dita sopra raccogliendo l’orlo del vestito e cercando di coprirla ma quando le mie unghie sfiorarono i primi peli miei buoni propositi andarono a farsi friggere
Sotto ai polpastrelli quei peli un po’ ispidi parevano fatti di seta ,quando cominciai a trovarne alcuni umidi mi resi conto di essere vicino alla fessura ne trovo l’ingresso ,con l’anulare ne seguo la riga su e giu lentamente ,le labbra cedevoli mi lasciano entrare ,dentro è calda molto umida spengo le due dita piu a fondo lei si mugugna mentre la sua vagina si stringe quasi intrappolandomi la mano
Valentina si sveglia e mi sorride, ne rimasi impietrito sembrava cosi complice.
Si alzò e mi propose di vedere un film con lei, si chinò sul tavolino di fronte a noi per prendere il telecomando che era sempre rimasto li e io non l’avevo visto, rimase cosi per qualche istante mostrandono nel dettaglio tutto quello che c’era oltre l’osso sacro, le natiche sode, il fiorellino plissettato del ano un po’ irritato e le labbra paffute e un po’ umide della sua fica dove fino a pochi secondi prima ci avevo affondato le dita ,quando tornò a sedersi il mio cazzo era di nuovo in tiro
Immaginatevi la mai sorpresa quando vidi sullo schermo della tv quella che senza ombra di dubbio era un Film Porno!
Valentina come se fosse la cosa piu naturale del mondo si sistemò poggiando la testa contro la mia spalla ,la sua mano scivolò tra le cosce ,cominciò a muoversi sulla fica, incrociò per un attimo il mio sguardo con il suo senza smettere di toccarsi ,un po’ imbarazzata ammise che la mattina si svegliava sempre un po’ arrapata e che se avevo voglia potevo lasciarmi andare e imitarla
Risposi che per adesso sarei rimasto a guardare ,ma lei afferrandomi il cazzo attraverso i boxer disse che era evidente che avevo bisogno anch’io di sfogarmi ,poi il suo sguardo cambiò divenne interrogativo per quello che stringeva tra la mani, cercai di fermarla anche se ero eccitatissimo farle sapere che mi ero sollazzato con un paio dei suoi slip mi imbarazzava moltissimo ,ma non fui abbastanza veloce con l a mano destra teneva dritto il mio cazzo e con la sinistra sdrotolò le mutandine ,sorrise maliziosa poi passò la lingua in un punto dove lo sperma si era addensato ammettendo che da tempo aveva scoperto di trovare gradevole il sapore sempre diverso sa uomo a uomo della sborra
Cominciammo a masturbarci li sul divano l’uno in fianco all’altra senza nemmeno piu guardare il Porno ,Valentina teneva la lingua di fuori e fissava il mio cazzo sfregandosi in senso orario la passera ,fu li che mi venne in mente un idea malsana ,la sua lingua il mio cazzo, le misi una mano dietro la nuca e le spinsi giu la testa .
Protestò sostenendo che stavano andando troppo oltre, dovetti tapparle il naso per farle ingoiare la cappella ,ma dopo un attimo di esitazione prosegui da sola succhiandomi il cazzo con una tecnica invidiabile
Le chiesi se aveva fatto gia con altri certe cose ,se era quello che aveva fatto la sera prima con il suo ragazzo ,lei con la bocca impegnata rimase in silenzio ,le infilai una mano tra le cosce passando dal culo ,Valentina mi fece spazio affinché potessi affondare le mie dita dentro di lei cominciò a gemere quando uno dopo l’altra le falangi della mia mano la penetrarono dilatandola e esplorandola in profondità tanto la fica quanto l’ano ,poi mi prese di sorpresa, si alzo e dandomi le spalle si mise tra le mie gambe ,impaziente si accucciò sul mio cazzo tenendolo con le mai se lo punto tra le labbra della fica ,mi ci volle tutta la mia forza di volontà per non venire subito quando la mia cappella umida fini inghiottita dentro quella seconda bollente bocca viva e fremente
La sua fica era stretta ,ma si adattava velocemente al suo nuovo ospite quando finalmente usci a tenerlo tutto dentro cominciò a cavalcarmi ,dal riflesso della credenza potevo vedere il mio cazzo apparire e sparire con rapidità dentro la fica di mia figlia
Il divano sotto di noi ,un po’ vecchio ,scricchiolava sotto il nostro peso decuplicato dal movimento dei nostri corpi,Valentina si liberò della camicia da notte ormai fradicia di sudore rimanendo completamente nuda ,quando vidi quel seno ,una quarta abbondante come sua madre ,fu d’istinto afferrarlo ,dolcemente solo per sentirne il calore ,solo per sentire i capezzoli carnosi scavarmi nei palmi delle mani, poi lei si volto proiettando la lingua verso di me in cerca di un bacio lascivo, ci masticammo a lungo la lingua a vicenda ,ma fuori forma com’ero la mia resistenza cominciava a diminuire consapevole di essere ormai vicino al mio limite, la spinsi in avanti sopra al tavolino te ,spinsi ancora un paio di volte il mio bacino contro di lei poi estrassi l’uccello e con soddisfazione venni spargendo tutto il mio sperma sulla sua schiena e sul suo tondo culo ,rosso in volto senza fiato mi lasciai andare di nuovo sul divano ,Valentina mi segui di li a poco cerco un altro bacio questa volta piu tenero e delicato, posò la testa sul mio petto e sussurrando promesse d’amore chiuse gli occhi addormentandosi.