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L'inizio (parte III)

Letto: 501 volte | Commenti: 0 | Postato il: 04-04-2006

Alle 8 ero da lui.

"Sei puntuale, brava." disse venendomi incontro. "Questo è per te. Tieni."

Presi la scatolina in velluto rosso che mi porgeva. Dentro una catenina con un piccolo ciondolo in cristallo a forma di diamante racchiuso in una gabbia dorata.

"Ti piace? Ho pensato a te appena l'ho visto. Aspetta, ti aiuto a metterlo..." e mi allacciò la catenina al collo.

"Grazie... Non so cosa dire... Non dovevi..." balbettai.

"E perchè? Volevo farti un regalo, qualcosa che potessi sempre portare con te e ti ricordasse di noi... Ma se non ti piace..."

"Ma no! Che dici? E'...è bellissimo..."

Lui sorrise ed io pensai che niente al mondo avrebbe mai potuto separarmi da quel ciondolo. E da lui.

"Ma fatti guardare... Non ti avevo detto di metterti qualcosa di carino...?" disse squadrandomi.

"Ecco...si...infatti ma...credevo che...andasse bene...così..." risposi intimorita dal suo tono diventato improvvisamente brusco.

"Ah! Tu credevi! E hai creduto male, signorina! Pensi che potrei davvero portarti fuori vestita in questo modo? Ma che posti credi che frequenti?!? Le trattorie per camionisti?!? Va bene, allora! Se è questo che pensi, ti porto in un posto adatto!" e prendendomi per un braccio mi trascinò sino alla macchina.

"No Giulio, scusami...non volevo farti fare brutta figura! Credimi! Posso andare a cambiarmi! Mi metterò qualcosa di più adatto! Dimmi tu cosa... Ma non arrabbiarti...! Per favore..." supplicai sull'orlo delle lacrime, un pò perchè ero mortificata e un pò perchè mi stava stringendo il braccio così forte da farmi male.

"Cambiarti! E per metterti cosa, poi??? Un altro dei tuoi straccetti? No, ormai sei così e ci resti. E da domani vedremo cosa posso fare per migliorarti in modo da non dovermi vergognare quando ti porto in giro. Adesso sali in macchina e smettila di piagnucolare se non vuoi che ti rispedisca a casa!"

E così salii in macchina, insieme al mio tailleur in lino nero ed alla mia umiliazione.

 

Perchè? direte.

Perchè in quel momento non seppi ribellarmi.

Perchè non riuscii a riprendere in mano le redini del mio libero arbitrio. 

Perchè ero in suo potere.

Perchè...

Perchè è così. E basta.

Così come fu anche dopo, per tutti i quattro anni che seguirono.

Si, quattro anni. Tanti. Una vita.

Quattro anni che hanno lasciato il segno, indelebile.

Ancora non riesco a crederci, oggi, quando ci ripenso. Eppure è successo, è stata la mia vita.

Ma di questo ne riparleremo. C'è tempo. Per raccontare. Per capire. Forse...

 

Lasciammo la città.

Lui non parlava ed io, imbarazzatissima, guardavo fuori dal finestrino, lanciandogli occhiate di nascosto per cercare di capire il suo umore. Ma lui guardava fisso davanti a sè, senza degnarmi di uno sguardo. Non ebbi il coraggio di chiedergli niente, per paura che si arrabbiasse e potesse fare qualcosa di cui avrei potuto pentirmi.

Imboccammo la statale attraversando infiniti paesini, finchè non deviammo per una stradina secondaria sino a fermarci in un grande spiazzo pieno di camion.

Lui andò a posteggiare tra due articolati.

"Siamo arrivati. Scendi."

Sapevo che sarebbe stato inutile discutere. Scesi.

Coi tacchi che sprofondavano nella ghiaia, lo seguii verso una casa che aveva visto tempi migliori.

Quando arrivammo alla porta capii che era una specie di trattoria frequentata da camionisti.

Prima di entrare si voltò verso di me, mi guardò da capo a piedi e chiese "Cos'hai sotto il vestito?"

"Io...l'intimo..." risposi.

"Toglilo."

I suoi occhi erano di ghiaccio. La sua espressione non ammetteva repliche.

Infilai una mano sotto la gonna e sfilai gli slip, poi slacciai il reggiseno e lo tolsi.

"Dammeli." ordinò tendendo la mano.

Glieli consegnai e lui li appallottolò, quindi li gettò in una siepe.

Si avvicinò e mi slacciò i bottoni superiori della giacca sino sotto al seno. Poi passò a quelli della gonna, aprendoli tutti dal basso sino a quasi l'altezza dell'inguine.

"Bene. Ora possiamo entrare." E mi prese per mano spingendomi verso la porta aperta.

 

[Continua...]


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