E' un amico, anche se un pò particolare, nel senso che, quando capita, facciamo sesso.
E infatti...
"Senti, Vera...volevo chiederti...Che programmi hai per oggi pomeriggio...?"
Ecco, ci siamo...
"Nessuno, perchè?"
"Ecco...vedi...avrei un problema...e solo tu mi puoi aiutare..."
Come volevasi dimostrare...
"Dimmi, Fabio. Che problema?"
"Sai...oggi danno l'Inter...ma il mio decoder non ne vuole sapere e se non ti scoccia...se non hai altro da fare...volevo sapere se...sempre che tu non abbia altro da fare, si intende...si insomma... Potrei venire a vederlo da te...?"
Eccolo là il problema.
Resto un momento in silenzio, giusto per dargli volutamente l'impressione che ci sto pensando e che potrei anche dirgli di no. Sento che resta col fiato sospeso, mi sembra quasi di sentirlo pregare in silenzio per sentire un mio si.
Quando ritengo di averlo tenuto sulle spine quel tanto che basta per far quasi saltare il suo cuore nerazzurro, accetto l'intrusione nel mio sabato pomeriggio e gli chiedo a che ora è la partita.
"Alle 3! Per te va bene se sono lì verso le 2?" mi dice sollevato.
"Ok, vieni quando vuoi." e chiudo la telefonata.
Ma sì, tanto per oggi non avevo niente in programma se non riposarmi un pò dall'impegnativa giornata di ieri.
Sono le 2 e venti quando sento il citofono. E' lui. E' in ritardo, come sempre.
Entra e comincia a dirmi che sono una vera amica, che senza di me non sa come avrebbe fatto eccetera eccetera, insomma, solite cose da Fabio.
Io annuisco e lo sto a sentire per un pò, poi gli dico di andare pure in salotto a preparare il decoder per vedersi la partita. Non se lo fa ripetere. Ma tanto è di casa.
Si sistema sul divano. Lo guardo. E' un bel ragazzo e le donne non gli mancano. Di lui so tutto, sono la sua confidente, amica, consigliera. Lui di me sa un pò meno, ma sempre più di tanti altri.
La cosa che più apprezzo di lui è che, in fondo, quando ho avuto bisogno di una spalla su cui piangere ho sempre trovato la sua disponibile. E non è poco, credetemi.
Per quanto riguarda il sesso, anche in quel senso il nostro rapporto non è male. Ci troviamo. Un pò come avere ai piedi un paio di scarpe comode che ti fanno sentire bene tutto il resto del corpo. Sesso puro, senza coinvolgimenti sentimentali, eccetto che per il fatto che ci vogliamo bene come fratello e sorella. Un pò incestuoso forse come paragone, lo ammetto, ma efficace.
Vado a sedermi sul divano accanto a lui, già con una mezza idea in testa.
So che la cosa alla quale non potrebbe mai rinunciare è una partita. Però...
Ha già il telecomando in mano e la tv è sintonizzata sul canale.
Mi accoccolo contro di lui. Mi passa un braccio intorno alle spalle ed io mi appoggio alla sua spalla, la mia mano sulla sua coscia.
Lui è tutto intento a guardare il video, dove è già cominciato il collegamento allo studio per i commenti pre-partita.
La mia mano scivola sempre di più verso il suo inguine, lo raggiunge e vi si appoggia.
"Vera...che fai...dai...fra poco inizia..."
Non lo ascolto. Insinuo le dita fra i bottoni dei jeans e comincio ad accarezzarlo sopra i boxer.
"Vera...ti prego...smettila..."
Inutile. Ho già cominciato ad aprirgli i jeans.
"Vera...dopo...dai...la partita..."
Fiato sprecato. Infilo le dita sotto l'elastico dei boxer e tiro fuori il suo uccello ancora a riposo.
Fra 30 minuti inizierà la partita. C'è tempo per quello che ho in mente.
Abbasso la testa verso le sue gambe e tocco con la lingua la cappella. Un sussulto. Ma non è ancora eccitato.
Non parla più. Mi guarda e basta.
Apro la bocca e comincio a succhiare. Un sospiro e mi mette la mano sulla testa.
"Vera...basta..." ma intanto mi infila la mano sotto la gonna, fra le gambe, dove non trova niente se non la mia fica nuda e già bagnata.
Muove le dita seguendo il ritmo della mia bocca.
Ad un certo punto chiede "Ma com'è che ti piace così tanto succhiarlo?"
In risposta, aumento la velocità del movimento della lingua.
"No...!" e mi solleva per farmi mettere in ginocchio sul divano, appoggiata alla spalliera.
So che quella posizione gli piace. Ma non sa quanto piaccia a me. Perchè quando entra dentro di me lo sento più che in ogni altra posizione. E lui non sa che non l'ho fatto con nessun'altro. Come se fosse una cosa solo nostra.
Comincia a scoparmi e ci mette poco a farmi venire. Però non smette e per un attimo ho quasi l'impressione che della partita non gliene freghi più di tanto.
Vengo ancora ma lui continua a sbattermi sempre più in fretta, finchè sento che sta per venire.
So che gli piace venirmi in bocca, quindi mi giro e glielo succhio finchè non sento il suo getto caldo sulla lingua.
"Wow..." dice prima di andare a darsi una sistemata in bagno.
Quando ritorna vado a sistemarmi anch'io.
Guardo l'orologio. Il tutto è durato una ventina di minuti. Un record, per noi. Ma buono a sapersi per le prossime volte, se capita...
Dopo la partita se n'è andato.
Prima, però, mi ha rifatto la domanda "Ma com'è che ti piace così tanto succhiarlo?"
Sorridendo, l'ho spinto fuori di casa ed ho chiuso la porta.
Del resto, cosa avrei dovuto rispondergli? Che mi piace sentire l'uccello quando diventa ancora più duro sotto i colpi della lingua? Che mi piace sentire la sua pelle liscia ed il suo sapore? Che mi piace pensare che è in mio potere? O che mi piace sentire che loro pensano di avermi in loro potere mettendomelo in bocca?
No, non posso dirglielo. Sarebbe la fine, credo.
Perchè certe cose è meglio che loro non le sappiano. Meglio tenere tutto così, sul vago.
Sbaglio? |