Non c'è nessun marito ad attenderla in quel paese che ha sognato per tanto tempo. Poco dopo averla convinta a pagare per le foto di quel catalogo fantasma, F. le aveva detto di aver cambiato lavoro e di operare per un'altra agenzia che, invece di un marito, le avrebbe dato la possibilità di venire in Italia per lavorare.
E infatti, dopo circa sei mesi, eccola su quel pulmino in viaggio verso il suo destino.
Non ha più rivisto L. Prima di partire ha provato a chiamare il numero che le aveva lasciato. Nessuno ha risposto, solo una voce registrata che dice che quel numero è inesistente. Così ha stracciato quel biglietto conservato sino a quel momento.
Quando arriva qui è notte fonda e viene portata in una casa insieme alle altre arrivate con lei. Resta rinchiusa fra quelle mura per una settimana, senza poter uscire nè affacciarsi alla finestra. Dicono che è per il loro bene, perchè ci sono problemi coi permessi di soggiorno e se le vedessero potrebbero anche rimandarle al loro paese.
Dopo una settimana alcune ragazze cominciano ad andarsene, F. arriva e le porta via.
Finchè arriva anche il giorno in cui F. viene a prendere lei.
E' sera, F. la fa salire in macchina e guida per le strade della città fino alla campagna, fino ad una grande casa immersa in un grande parco chiuso da un grande cancello.
E' questo il posto dove passerà i successivi due anni, segregata, schiava.
La coppia che vive in quella casa è solita dare feste nelle quali i partecipanti si abbandonano ad ogni tipo di forme orgiastiche. E Nicoletta è il loro giocattolo.
Non può ribellarsi, non può chiudere aiuto, non sa nemmeno dove sia. Può solo sopportare le cose che le fanno e che pretendono che faccia, fingendo di essere docile ed accondiscendente, finchè non viene rinchiusa nella sua stanza al termine di quei giochi, dove può finalmente dare libero sfogo alle sue lacrime.
Poi un giorno, grazie ad una piccola disattenzione dei suoi padroni, riesce a scappare da quella casa. Per giorni vaga per i boschi e le campagne, nascondendosi, restando lontana dalle strade, temendo di essere ritrovata dai suoi carcerieri, finchè ormai stremata viene raccolta da una pattuglia di carabinieri.
Da allora Nicoletta sta in un centro per ragazze maltrattate. Ora sta bene, ha imparato la nostra lingua e lavora come assistente nello stesso centro, mentre frequenta l'università, facoltà di psicologia.
E' proprio in università che l'ho conosciuta. L'avevo notata perchè stava sempre sola, schiva ad ogni contatto con gli altri studenti. Un giorno si è avvicinata a me per chiedere un'informazione. E' così che abbiamo iniziato a parlare. E' così che, tempo dopo, mi ha raccontato la sua storia.
Ora Nicoletta è un'altra persona. Ha degli amici e conduce una vita normale. Quando prenderà la laurea ha già un posto di assistente che l'aspetta in università e il suo lavoro al centro come psicologa. Pensa anche di trovarsi un'appartamentino tutto suo o da condividere con altre ragazze per lasciare definitivamente la sua stanza al centro e librarsi definitivamente in volo verso la nuova vita che l'attende, una vita finalmente libera. |