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Sono una signora di 50 anni che vive in una di quelle vecchie case col gabinetto sul pianerottolo. Ho sempre timore che, quando esco in ciabatte e reggicalze, per andare a fare la cacca, qualcuno mi senta fare i venti.

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Spesso sto anche molti giorni senza riuscire a fare la cacca. La pancia mi si gonfia ed oltre a fare molti venti, l'alito mi puzza come una fogna. Allora mi pompo le ciappe con enormi clisteri bollenti. Dosi da cavallo che mi fanno urlare come una pazza che mi sente tutto il condominio. Mentre il clistere mi sconquassa il ventre urlo:" Siiiii. oh siiiiiii, scoppiooooo! Mi esplode il popoooooo'" Il giorno dopo, sulle scale, qualche vicino mi guarda allibito ed io abbasso lo sguardo per la vergogna. Come quando durante una sera d'estate, con le finestre aperte, mi videro agganciare l'enorme borsa dell'enteroclisma al muro, e stesa sul letto in reggicalze mi videro mentre mi pompavo il sederone urlando a squarciagola per il dolore. Mi accorsi che dai balconi mi stavano guardando, attirati dagli urli, quando cambiai posizione e mi misi di schiena, gambe alzate per continuare a gonfiarmi le ciappe. Questi villanzoni si misero a ridere senza avere educazione per una signora che ha problemi di pancia. Siccome abbiamo il gabinetto in comune, me l'hanno fatto trovare occupato apposta per tanto tempo, sapendo che avevo il pancione enorme e gonfio e le chiappe grosse come un otre. Mi fecero patire per ore prima di riuscire a liberarmi, sicura anche che stettero ad origliare quando, chinata sulla turca, tra venti e peti potenti e rumorosi e cacca fumante, riuscii finalmente a dare sfogo alle mie ciappe.

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